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INTO THE WILD di Sean Penn, con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden (2007)
Tratto dal romanzo "Nelle Terre Estreme" di Jon Krakauer, "Into The Wild" é il quinto lungometraggio di Sean Penn: trattasi di una vicenda di vita vissuta, quella del ventiduenne Christopher McCandless, aka Alex Supertramp, che terminati gli studi universitari butta tutto alle ortiche (carta di credito, portatile, documenti ed automobile), per partire alla volta dell'Alaska. Un'avventura solo apparentemente folle e sconsiderata, che cela il profondo disprezzo del protagonista nei confronti della società contemporanea e degli ipocriti principi che la regolano. Un viaggio, autentico 'road movie', di iniziazione utopico, radicale ed incompromissorio, dai risvolti tragici ma pregno di un'aura mistica di indubbia suggestione.
La natura regna sovrana, benevola e maligna al contempo, nella quasi totalità delle sequenze della pellicola: scenari maestosi ed inquietanti, carezzevoli e drammatici, laddove l'eccellente Emile Hirsch vaga alla ricerca di se stesso, dell'essenza primaria delle cose, di quelle verità che evitiamo accuratamente nel quotidiano, ma anche e soprattutto di una simbiosi autentica e totale con l'universo che lo circonda. Se l'isolamento é il prezzo da pagare per cotanto, testardo intendimento, quando la presenza umana diventa superflua, la sopravvivenza rischia peraltro di diventare un'incognita: l'uomo, 'animale sociale', é confrontato ad una rudezza alla quale non é (più) abituato, e diventa parte di un meccanismo implacabile ed ineluttabile.
A prescindere dalla pur toccante morale indicata da Penn nell'epilogo del film, l'evidenza é quella dell'impossibilità della fuga da un sistema che, paradossalmente al pari di Madre Natura, ci nutre e ci annienta, rendendo vano ogni tentativo di ritorno al passato. "Into The Wild" é un'opera che emoziona e fa riflettere, perché mette in scena talune nostre ambizioni, la momentanea illusione di poter cambiare il corso degli eventi, di arrestare la ruota del fato, ponendoci al centro di un ingranaggio che non siamo in grado di controllare ma che ci affascina fatalmente.
Michele Dicuonzo
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