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CONFESSOR Condemned (Earache - 1991)
Per una band del calibro degli americani Confessor, nulla risulta essere piu' plausibile dell'aggettivo 'estremi'. A fianco dei ben piu' noti Cathedral nella 'rinascita' del movimento doom metal, i Confessor hanno incarnato le vesti piu' genuinamente sconvolte e psicotiche dell'intera scena. Per loro la musica è terapia, ricerca di una catarsi liberatoria, ed i pazzeschi brani inclusi in questo tomo d'esordio consumano la pura interfaccia di un fragoroso disagio, allucinata eruzione di un animo disperato e stravolto.
Il tutto é sublimato in esecuzioni sfibrate, caracollanti, apocalittiche, programmaticamente ebbre di una sorta di epica sofferenza. Scott Jeffreys, con il suo timbro acutissimo ed allarmante, segue una linea melodica 'altra', che priva l'audience di qualsiasi riferimento rassicurante. Ad assecondarlo, un rosario di riff chitarristici deragliati, ma anche e soprattutto il drumming fratturato e schizoide di Stephen Shelton. Piu' che di musica, si deve argomentare di affreschi raffiguranti stati di dissociazione mentale. E' quello che ritroverete in brani come "Suffer" e "Uncontrolled". Terrore. Follia. Disperazione.
Ma c'è di piu': lasciatevi catturare dall'incedere sinistramente trionfio di "Collapse Into Despair" ed "Eve Of Salvation", con tanto di frattaglie di rifferama sabbathiano oramai ridotto ad uno spasmo incontrollato. Disco incredibile ed unico, questo "Condemned": mai incubo sonico si era dimostrato tanto disturbante. A tratti, persino palpabile. Il crollo, la fine, il collasso in presa diretta. Senza ritorno.
Michele Dicuonzo
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