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BREATHLESS Intervista ad Ari Neufeld, Dominic Appleton e Gary Mundy
Credo che tutti, chi più chi meno, serbiamo un angolino speciale nel nostro cuore per le band che hanno significato qualcosa di importante nelle nostre vite. E' evidentemente il mio caso per gli albionici Breathless: al pari di altri gruppi mitici, hanno segnato la mia adolescenza con i loro splendidi dischi - ricordo ancora le notti passate ad ascoltare in cuffia il capolavoro "Chasing Promises". Sensorium.it é un webmagazine che privilegia l'underground, e non potevo esimermi dal cercare il contatto personale con questi magnifici artisti, protagonisti di una fulgida carriera criminalmente sottovalutata. Approfittando della release del nuovo album "Behnind The Light" mi sono dunque fatto avanti, riscontrando un'accoglienza quantomai amabile da parte loro. Molto spesso, alla grande Arte corrispondono grandi Artisti. E' il caso dei Breathless. Ecco dunque il resoconto di un lungo colloquio con Ari Neufeld (simpaticissima e dinamica bassista), Dominic Appleton (il cantante, brillante e prezioso nelle sue risposte) e Gary Mundy (l'ottimo chitarrista, tanto espressivo in musica quanto pacato ed equilibrato nelle argomentazioni). Cosa aggiungere, se non l'invito a riscoprire ed a supportare questi geniali musicisti.. Questo é il vero incanto dell'essere underground: musica che ci fa vibrare e sentir vivi.
Quando si parla dei Breathless, si argomenta di un ensemble dei più sottovalutati: dopo 20 anni di carriera, come ci si sente nei panni di 'cult band'?
Ari: E' comunque bello poter suonare quello che voglio e quando voglio in compagnia di tre dei miei musicisti preferiti, nonché carissimi amici. Dominic: Facciamo quello che ci piace: amiamo creare musica, semplicemente. Condiderato che siamo proprietari della nostra label e che siamo una 'cult band', non subiamo la pressione che spesso affligge i gruppi più famosi. Gary: Lusingato di essere considerato sottovalutato, ma sono deluso della mancanza di popolarità.
Facciamo un salto indietro nel tempo: com'é cominciata la vostra avventura? E' noto che Ari e Dominic si sono incontrati in un Virgin Megastore e che da li' tutto é partito. Ma cosa vi ha spinto realmente a dar vita al progetto Breathless?
Ari: Siamo diventati amici e ci siamo resi conto che amavamo la stessa musica. Dominic mi ha detto che suonava le tastiere, ed un giorno mi ha passato timidamente un nastro della band in cui suonava con Gary, A Cruel Memory. In seguito, ho avuto anche modo di ascoltare l'album in cui suona con Anne Clark ("The Sitting Room"), sempre affiancato da Gary. Ricordo di essere rimasta etremamente impressionata, poiché lo si poteva trovare alla Virgin! Io suonavo in un gruppo di un mio compagno di scuola, ed avevamo giustamente bisogno di un keyboard player, cosi' ho chiesto a Dominic di unirsi a noi, ma dopo alcune session di prova ci siamo resi conto che la band non stava andando nella direzione desiderata. Eppure c'era mutua ammirazione per quello che suonavamo, e cosi' abbiamo deciso di formare i Breathless. Dominic insisteva per poter cantare, cosi' alle prime gli servivo da bere sino al momento in cui si sentiva sufficientemente rilassato per farlo, ed é cosi' che abbiamo registrato la notra prima canzone! In seguito anche Gary ci ha raggiunto in sala prove.. Ed il resto é storia!
Il suono dei primi Breathless é una sorta di kaleidoscopio: alcune reminescenze dei Joy Division, il climax dei Pink Floyd barrettiani, il tocco soffice degli Echo And The Bunnymen.. Riconoscete queste influenze? Quali band stavate effettivamente ascoltando in quel periodo?
Ari: Sono sempre stata influenzata dal bassismo di Peter Hook, e lo sono a tutt'oggi. Concordo pertanto sul fatto che i Joy Division rappresentino un'ispirazione primaria per quanto mi riguarda. Mi piacevano anche gli Echo and The Bunnymen agli inizi, ma ascoltavo più spesso roba tipo Cocteau Twins , The Wolfgang Press, Can, Dead Can Dance... E naturalmente i Pink Floyd. Apprezzo da sempre "A Saucerful Of Secrets", ma tendo a preferire il loro periodo 'di mezzo', penso a "Echoes" o persino "Wish You Were Here". Trovo le prime cose con Syd Barrett un po' commerciali, talvolta stravaganti. Dominic: penso che la gente esterna alla band possa individuare le eventuali influenze molto meglio di noi. I Breathless rappresentano i gusti di quattro persone diverse, e pertanto trovo difficoltà nel dichiarare dei riferimenti specifici. Detto questo, i Pink Floyd fanno capolino in tracce come "Stone Harvest" e "Behind The Light". Ma considera anche quelle che sono le mie interpreti preferite: Elisabeth Fraser, Damo Susuki and Billie Holiday - riesci a percepirle nel nostro suono? Gary: Concordo sull'influenza di Joy Division e Pink Floyd, ma non su quella degli Echo And The Bunnymen. Aggiungerei anche Can, Faust, Only Ones, Television, Patti Smith, This Heat, Wire ed altri..
Parliamo adesso della progressione avvenuta dal sound etereo ed astratto di "The Glass Bead Game" sino all'approccio più orientato al 'formato canzone' di "Chasing Promises" e "Between Happiness and Heartache"..
Ari: credo che si é trattato di una sorta di apprendistato, imparare a scrivere brani più focalizzati. Dal mio punto di vista, ho appreso a suonare la chitarra in quel periodo e questo mi ha permesso di contribuire al songwriting in modo più congruo, non limitandomi a proporre esclusivamente riff di basso. E' difficile ricordare quello che ci passava per la testa in quel periodo, penso che abbiamo cominciato ad ascoltare musica differente, tipo i Galaxie 500, che hanno un approccio più vicino al 'formato canzone' rispetto, ad esempio, ai Pink Floyd. La cosa strana é che quando abbiamo cominciato a registrare "Blue Moon" si é deliberatamente deciso di ritornare al clima ed agli umori di "The Glass Bead Game", al fine di comporre qualcosa di più prolisso. Dominic: Si', "Blue Moon" e "Behind The Light" sono sicuramente il frutto di una rivalutazione dei nostri vecchi album: é cio' che ci piace e cio' che abbiamo appreso da essi. Gary: il concetto di progressione é sempre graduale, naturale, nei Breathless. Non penso che abbiamo deciso di cambiare per partito preso: é semplicemente accaduto.
Secondo la critica, "Blue Moon" suona come un disco più 'elettronico', un punto di svolta in rapporto a quello che avete fatto in passato: che ne pensate? C'é stato davvero un cambiamento da "Between Happiness and Heartache"?
Ari: In seguito alla pubblicazione di "Between Happiness and Heartache" abbiamo subito cominciato a lavorare all'album successivo, con tanto di registrazioni e missaggio. A lavoro concluso, ci siamo resi conto che il risultato non ci convinceva, suonava come la seconda parte di "Between Happiness and Heartache", nessuna progressione, giusto una produzione migliore. Non eravamo soddisfatti, e cosi' abbiamo cambiato approccio, abbiamo cercato di registrare dal vivo, in lo-fi, e difatti alcuni brani sono finiti su nastro dopo la prima take. Gary: volevamo fare qualcosa di diverso, abbiamo sperimentato tutto il tempo ed il risultato é nei solchi di "Blue Moon". Si é trattato di un processo più immediato: catturare la magia delle prime session di prova invece di produrre i brani nei minimi dettagli.
Devo confessare che ho temuto il vostro scioglimento in seguito alla pubblicazione del 'best of' "Heartburst". Poi, finalmente, quando ho avuto notizia del singolo "Magic Lamp" mi sono sentito come rassicurato: cosa vi ha portato a decidere l'istante del vostro 'comeback'?
Ari: Non abbiamo deciso di 'ritornare' in un determinato momento, quello che é successo é che abbiamo perso molto tempo per registrare il successore di "Between Happiness and Heartache", che poi é finito 'cestinato'.. Quindi siamo ripartiti con un approccio differente, come ti dicevo in precedenza, ed altro tempo é trascorso per scrivere e registrare "Blue Moon".. Dominic: La compilazione "Heartburst" é stata un'idea della label americana. Il punto é che essa ha finito per coincidere con il nostro 'gap' compositivo: un semplice caso. Come detto, si é comunque trattato di un periodo complesso, in cui abbiamo cercato di comprendere dove volevamo andare musicalmente. Gary: non ci siamo mai separati, non avevamo semplicemente un numero sufficiente di canzoni che ci soddisfassero. E' stato un momento difficile.
Se si potesse scegliere il 'feeling' che calza meglio alla musica ed ai testi dei Breathless, per quale optereste: l'amore, la malinconia, o il destino?
Ari: Domanda difficile! Credo che sceglierei l'amore, poiché é il sentimento che comprende al contempo gli altri due, oltre che la felicità. Sebbene una buona parte delle nostre canzoni ha dei testi 'tristi', molte di esse rappresentano una sorta di celebrazione dell'amore - pensa a "All That Matters Now". A causa del mood sonoro 'malinconico', molto gente non fa attenzione ai testi. Si', opterei sicuramente per l'amore, poiché é omnicomprensivo: puoi essere innamorato e felice, innamorato e triste, puoi desiderare di dimenticare qualcuno che hai amato, oppure aver voglia di un nuovo amore.. O puoi semplicemente essere triste e solo perché nessuno ti ama. Perso che la notra musica copra tutte le sfaccettature del sentimento amoroso. Dominic: Ari, é bello quello che hai detto.. Anch'io credo che inglobiamo questi tre stati d'animo, il modo in cui scriviamo (o il modo in cui le nostre canzoni 'scrivono' le nostre vite!) é sempre basato sulla vibrazione e l'emozione. Spero di non risultare pretenzioso, ma quando componiamo ci immergiamo totalmente in questo processo per ore ed ore. Per me si tratta dell'aspetto più appassionante dell'essere parte di questa band. Puo' anche suonare melanconico all'orecchio di chi ci ascolta, ma per noi sono momenti di piacere assoluto. Gary: Beh, io punto sulla melanconia. Mi sembra la direzione che abbiamo intrapreso.
Cosa vi ha affascinato nel film "A Bout De Souffle" (é la traduzione francese del monicker Breathless, ndr) di Godard? Siete mai stati a Parigi?
Ari: Sebbene ho particolarmente apprezzato quel film, é stato proprio quel titolo che si é impossessato di noi! Potrei dire lo stesso di tutti i registi della 'Nouvelle Vague', quello che preferisco é Chabrol.. Ma non penso che "The Butcher" potesse calzare per il nome della band! Sono stata a Parigi diverse volte, e mi é davvero piaciuta. Era solita andare in Province ogni anno quando ero bambina, e ricordo che cambiavamo di treno a Parigi, prendevamo qualcosa da mangiare e ripartivamo in cuccetta verso il sud. Non ho mai compreso il motivo per il quale non ci fermavamo più a lungo. Gary: Il film é bello, ma in fin dei conti cercavamo giusto un nome che ci piacesse. Non sono tornato a Parigi da molti anni.
Come spiegate che una buona parte dei vostri fans più fedeli si trova in Italia? C'é una connessione speciale tra i Breathless ed il mio paese?
Ari: L'Italia é il primo paese che ho visitato, all'età di due anni, ed ho sempre percepito una speciale affinità con la vostra gente: é in fondo il luogo dove mi piacerebbe vivere. Pertanto, preferisco senz'altro avere un buon seguito in Italia che in un altro posto! Per quanto attiene ai Breathless, penso che ci sia un qualcosa nel vostro modo di essere che é in perfetta sintonia con quello che noi facciamo. Gli italiani sono persone romantiche ed appassionate, e riescono a cogliere appieno questo aspetto della nostra musica. Il fatto che sia io, che Garu e Dominic siamo di religione cattolica rappresenta un altro elemento di connessione, che emerge in guisa particolare nel suono di tastiere di Dominic, che ricorda una sorta di inno. Dominic: Mi sono sempre chiesto se é la componente romantica dei Breathless ad affascinare gli italiani. Gli inglesi, al confronto, si sentono a disagio. La musica rock potrebbe avere come base portante una canzone d'amore, e la mia impressione é che i britannici non trovano questo aspetto molto 'rock'n'roll'. Gary: L'Italie é il primo paese dove i Breathless hanno ricevuto consensi. Ho sempre percepito una relazione privilegiata con il vostro popolo. Penso che gli italiani riescono a rapportarsi molto meglio all'aspetto emozionale della nostra musica rispetto agli altri.
Cosa fanno i membri dei Breathless durante la vita di tutti i giorni? Quali sono i votri interessi?
Ari: Io gestisco la Tenor Vossa, e questo é oramai un lavoro a tempo pieno. Ho recentemente terminato un corso di Photoshop, che spero di poter mettere a frutto quanto prima. L'anno scorso avevo seguito una formazione Dreamweaver, e questo mi ha permesso di costruire il nostro sito web. Le conoscenze acquisite con Photoshop mi permetteranno di lavorare sulle copertine, la parte promozionale, eccetera. Nel tempo libero vado a vedere un sacco di concerti, il mio ragazzo lavora come promoter e quindi deve andarci per lavoro: questo mi permette di ascoltare tante nuove band. Mi piace tantissimo andare al cinema, cerco di farlo almeno una volta a settimana, e guardo anche dei film a casa quando ho una serata tranquilla. Dominic: Beh, anch'io ho qualche altro lavoro, Breathless a parte. Faccio il giardiniere, ma anche il Dee-Jay in un nightclub che si chiama Duckie, nel sud di Londra. La musica é la mia passione, socializzare é il mio hobby, ma amo anche il giardinaggio.. E poi mi permette di pagarmi l'affitto! Gary: Anch'io lavoro per poter contribuire alla causa dei Breathless. Il mio interesse principale é la musica: suonarla, guardarla ed ascoltarla.
Come ci si sente a vivere in Inghilterra in questo periodo?
Ari: Sono felice della mia vita qui, ho traslocato da un paio d'anni e sono soddisfatta, seppure il tempo in questo paese mi deprime davvero, specialmente d'estate, quando so che fa bello in qualsiasi altra parte nel mondo. Una cosa che detesto é quando la gente di qui assume atteggiamenti rudi e sgradevoli, sebbene, a dire il vero, penso capiti solo a Londra. Diciamo che ci si abitua, almeno fino al momento in cui magari vai all'estero e ti rendi conto di come gli altri sono piuttosto gentili. Sono consapevole del fatto che la cortesia americana é nella maggior parte delle volte un qualcosa di falso, ma prefisco rapportarmi ad una gentilezza ipocrita che ad un modo di fare scortese e monosillabico quando, ad esempio, mi reco in un negozio od un ristorante. Un'altra cosa che odio, é il fatto che la gente non é capace di uscire e di prendere giusto UN drink: ne bevono venti, e poi urlano, sfasciano e pisciano nelle strade. Molto spesso tutto termina con una vomitata sul selciato, laddove la maggior parte degli europei si limita ad un buon pasto ed un paio di bicchieri di vino. Dominic: A Londra si sta bene. Politicamente, l'Inghilterra é un disastro, sebbene debba ammettere che il termine 'politica' mi lascia disincantato, la gente é complessivamente molto egoista. La mia ambizione primaria é quella di esiliarmi su un'isola sperduta. Gary: Dal mio punto di vista, non c'é niente che non va qui. Dovremmo solo deciderci sul fatto di essere filo-americani o europei sino in fondo.
Quali sono le band che, a vostro parere, meritano di essere ascoltate oggigiorno?
Ari: E' terribile, ma sebbene veda regolarmente un sacco di band, solo poche mi impressionano davvero. Mi stupisce che ci sia un sacco di musica appena discreta là fuori. I gruppi che ho apprezzato appieno recentemente sono i Moly, che dal vivo sono fantastici - sono fiera che incidano per la nostra etichetta, poi una band del Kentucky che si chiama My Morning Jacket (un ibrido tra Galaxie 500 e Neil Young) e gli ensemble che suonano 'anni ottanta' come Interpol e gli indescrivibili Mellowdrone (non ho mai ascoltato un loro disco, ma dal vivo sono increbibili!). Mi piacciono anche Scenic, Low, Mogwai, Godspeed You Black Emperor!, Yo La Tengo, Neil Young, The Dirty Three e Nick Cave and The Bad Seeds. Dominic: Al momento sto ascoltando La Tigre, Moly, Electrelane, Yo La Tengo e vecchi intramontabili come Stereolab, The Cocteau Twins, Joni Mitchell (ehm - mi dispiace Gary!), Can e Nick Drake. Gary: Direi Moly, Scenic, Mum, Dirty Three, Low ed un sacco di altra roba di cui non mi ricordo in questo istante.
Vorrei conoscere il vostro parere su due delle mie band preferite: Main e Bark Psychosis..
Ari: Ricordo che all'epoca i Main mi piacevano molto, seppure non ascolto la loro roba da anni ormai. Ho davvero adorato quel singolo di venti minuti (se ben ricordo) che pubblicarono i Bark Psychosis, e fui davvero impressionata quando li vidi dal vivo, sebbene ricordo che ebbero degli importanti cambi in line up verso la fine e la loro musica perse un po' della magia degli esordi. Gary: I Main sono eccellenti. I Bark Psychosis erano partiti bene ed erano grandi dal vivo, ma i loro dischi non mi sono mai piaciuti. Dominic: Per caso, il singolo dei Bark Psychosis di cui parlava Ari era "Scum"?? (esatto, ndr) Era meraviglioso! Non ho mai ascoltato i Main, ma prometto di procurarmeli quanto prima.
Avete un nuovo album appena uscito, "Behind The Light": che ne direste di parlarne un attimo?
Ari: E' sempre difficile guardarsi indietro e giudicare in maniera obbiettiva quello su cui si é lavorato tanto minuziosamente e tanto a lungo. I giudizi che abbiamo ricevuto sino ad adesso sono positivi, alla gente piace poiché sebbene il disco suoni à la Breathless si sente l'evidenza di una reale progressione. Il brano centrale dell'album é la title-track, che dura oltre 15 minuti e da un incipit ambientale, prettamente strumentale, sviluppa un brano anthemico con chitarre vigorose, un basso presente ed una melodia che é con tutta probabilità la cosa più prossima ai Pink Floyd che abbiamo mai fatto. Ci sono anche un paio di canzoni d'amore un po' malinconiche, il singolo "After All These Years" e "Nobody Knows", delicate e ricche di melodia. Infine lo strumentale "Fade" e due brani in cui abbiamo utilizzato dei sampler: "Stay Beside You", dove il sample é utilizzato in guisa di sfondo rispetto agli strumenti ed al cantato, e "And So The Dream Goes On", dove invece l'approccio é più 'kraut rock' e penso rimandi a quanto fatto nella title-track di "Three Times And Waving". Gary: Direi che é un'ibridazione tra la sperimentazione e le ambientazioni soniche di "Blue Moon" con alcune sequenze più propriamente rock. E' cio' che amo nei Breathless: partiamo dalla stessa base per approcciare in maniera oculata nuove direzioni.
Ci sono date/tour in previsione per la Francia?
Ari: No, nulla di pianificato per il momento, anche se vorremmo davvero suonare in Francia.
Come giudichereste l'esperienza della vostra label, la Tenor Vossa? Pensate che valga ancora la pena di lanciare una propria etichetta al fine di gestire la promozione ed il versante 'business' in totale indipendenza?
Ari: Si', sicuramente, specie adesso che la Mute é stata assorbita dalla EMI e che la 4AD non pubblica nulla di nuovo o interessante da anni, e se consideri che la maggior parte delle cosiddette 'indie' label sono poi gestite dalle multinazionali, ti rendi conto di quanto sia davvero importante. Credo che le uniche label britanniche davvero indipendenti di questi tempi, sempre restando in ambito rock, siano la Tenor Vossa, la Bella Union, l'etichetta dei Delgados e la Sweet Nothing. Probabilmente ce ne sono anche altre, ma in ogni caso é davvero importante (e divertente) scoprire e lanciare nuova musica, nonostante la frustrazione di lavorare con un budget limitato. Gary: Totalmente d'accordo! E poi che soddisfazione dare alle stampe dischi come quelli dei Moly e degli Scenic.
Ultima domanda: esprimete un desiderio!
Ari: Vorrei essere sempre felice come lo sono adesso. Gary: Non vorrei più essere 'sottovalutato' !
Michele Dicuonzo
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