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DIAFRAMMA
Intervista a Federico Fiumani

In occasione del concerto tenuto a Roma lo scorso 18 Aprile 2008, la nostra inviata speciale Giada Mangiarano ha raggiunto Federico Fiumani, leader dei Diaframma, per un'intervista che vi proponiamo in esclusiva.

I Diaframma sono stati i pionieri della dark-wave italiana, negli anni '80. Oggi, guardando indietro verso il tuo percorso musicale, cosa ti viene in mente: c'è stata un' evoluzione nel sound?

In quasi trent'anni di carriera, ci sono state molte evoluzioni. Del gruppo originario sono rimasto soltanto io, che ho sempre scritto le canzoni. Diaframma ora è sinonimo di un solista, più che di un gruppo. Comunque, abbiamo seguito un percorso nostro, personale, alla ricerca di un'espressione autentica di sè. Penso di essermi, anche, divertito e continuerò ancora per un pò di tempo così, sempre all'insegna del divertimento.

Ci sono state diversificazioni rispetto alle tematiche affrontate dal gruppo?

Sicuro, sia musicalmente che a livello di testi. Prima eravamo più ombrosi, più oscuri, più critici, più simbolisti. Poi il tutto si è un pò schiarito. Credo abbia influito molto la psicoanalisi, che ho cominciato nel 1986 e mi è anche, servita per chiarirmi un pò le idee. Probabilmente i testi che scrivevo negli anni '80 erano migliori, più personali. D'altra parte, non si possono scrivere sempre le stesse cose: ci si evolve, si cambia, non necessariamente in meglio, ma io mi trovo meglio ora che prima.

Cosa ti ispira maggiormente quando scrivi? Fai riferimenti a esperienze personali, sentimenti o emozioni?

Mi ispirano sopratutto delle cose apparentemente prive di senso, di nessuna importanza, che poi ti ritornano in mente. Credo che avere a che a fare con un mestiere artistico consista proprio nel raccogliere ciò che gli altri gettano e farne un manufatto che poi, invece, ha un suo valore.

Quali sono i motivi che ti hanno portato a disinteressarti dei festival commerciali, come Sanremo e simili?

Il rifiuto dell'ambiente musicale. Ho preferito rimanere nell'underground, in un mondo che bene o male parla la mia lingua, che mi segue e mi apprezza da tanti anni. Non mi andava di confrontarmi con persone che non mi piacevano. Alla fine è andata bene così, quindi sono contento per come sono andate le cose.

C'è dunque un'attinenza tra la tua scelta dei mezzi di visibilità e la tipologia del pubblico che ti segue?

Molta. C'è la consapevolezza di essere apprezzato dentro un certo circuito.

Cosa ascolti del panorama musicale italiano attuale?

Sopratutto Baustelle e altri, tra cui un gruppo di Reggio Calabria, i Mister Connecticut, che ancora non hanno inciso dischi.

Cosa pensi dell'avvento di internet e dei siti quali Myspace e Youtube? Quanta importanza hanno, secondo te, rispetto alla stampa cartacea?

Io sono un uomo di un'altra epoca. Mi sono avvicinato a Myspace e Youtube da pochi mesi. E' una bella fortuna, un'enorme offerta di musica gratis. Il problema sono le case discografiche, che non hanno più artisti con cui vivere. Stà cambiando tutto nel mondo della musica: il cd è morto, i dischi non li comprano quasi più nessuno. Questa sorta di paradiso terrestre, inevitabilmente, ha le sue vittime. Spero di non esserci io tra le prossime.

Dove si terranno i prossimi concerti?

Il prossimo sarà di nuovo a Roma, al Qube. Venerdì saro' a Viterbo, ai Cantieri Musicali, mentre a Maggio ho diverse date, tra cui Bologna, Varese, Napoli, Terni e Prato.

Quali sono i progetti futuri del gruppo?

Per ora sto' lavorando a due progetti, di cui un disco, "Il Dono", dove si possono ascoltare alcuni gruppi che reinterpretano pezzi dei Diaframma. L'altro progetto riguarda un libro, "Diaframma track by track", che contiene tutti i testi dei Diaframma, dal primo all'ultimo, commentati e spiegati da me. Entrambi usciranno a metà Maggio.   

Giada Mangiarano

 

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