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ÍON Superate le difficoltà interiori successive alla separazione dagli Anathema, Duncan Patterson dimostra di non essere in grado di starsene con le mani in mano. Archiviata la pratica Antimatter, lasciata in gestione al solo Mick Moss, Duncan è ora completamente preso dal progetto Íon. Senza tralasciare l'impegno profuso nell'etichetta personale Strangelight Records. Da protagonista quale sei nell'avventura Íon, vuoi parlarci di questo progetto e del relativo album di debutto "Madre, Protégenos"? Si tratta di materiale a cui ho cominciato a lavorare un paio di anni fa, che rifinito è divenuto questo album d'esordio. Si è reso necessario più di un anno di lavoro per completare il tutto, in quanto non è stato semplice trovare spazio nello studio di registrazione. Si trattava dello studio di un amico dove tutto è iniziato nel migliore dei modi, ma con l'avanzare del tempo, più lui era impegnato con la sua band (a cui ironicamente stavo dando un aiuto), meno tempo avevo a disposizione per il mio materiale. Ora che finalmente è stato pubblicato, mi sento realmente sollevato, oltre ad avere modo di dedicarmi ad altre cose. Ho voluto includervi strumenti e voci che non avevo mai sperimentato in passato. Questo album è per me un incoraggiante inizio, che mi auguro maturi nel tempo in qualcosa di speciale. Era nelle tue intenzioni lanciare un particolare messaggio? Desidererei che chi lo ascoltasse lo capisca e ne tragga qualcosa. L'album contiene molta fiducia e positività. La scorsa settimana, nel corso di una intervista, mi è stato chiesto per quale motivo le canzoni fossero così tristi. La domanda mi ha messo terribilmente a disagio, in quanto le liriche sono piene di speranza. Fortunatamente ho avuto ottimi responsi dalle persone che hanno capito la vera essenza dell'album. Quando ciò succede, stai pur certo che la cosa è molto gratificante per l'autore. Sicuramente molto di più che incrociare persone che danno l'impressione di non essersi sforzate più di tanto nel comprendere ciò che stavano ascoltando. Solo project all'apparenza, ma in realtà zeppo di ospiti internazionali: frutto dei tuoi continui viaggi per il mondo? Si, alcuni di loro li ho incontrati mentre viaggiavo. In effetti l'album non si fa notare per la sua ricchezza strumentale, ma è stato divertente avere svariati contributi, indifferentemente dall'entità degli stessi. Sarei veramente curioso di conoscere la storia dietro al brano "Goodbye Johnny Dear"... Si tratta di una canzone dal repertorio classico dell'emigrazione irlandese, composta dal mio bisnonno. Parla della necessità di dover lasciare l'Irlanda - come molti erano costretti a fare in quel periodo - per trovare lavoro in America. Le famiglie si dividevano e molti non avevano più l'occasione di rivedersi. Sono canzoni meravigliose, veri e propri tesori della tradizione musicale irlandese. In passato hai già detto di tutto e di più sulla tua divisione dagli Anathema. Non è mia intenzione tornare sull'argomento, ma ti chiederei piuttosto di parlarci della conclusione della tua permanenza negli Antimatter. Avevo la necessità di apportare dei cambiamenti alla mia vita. Ho speso tutto il mio tempo, i miei sforzi e i soldi che avevo a disposizione per la costruzione di quel progetto. In cambio ho ricevuto, in proporzione, ben poco. Ho deciso di non continuare prima che sopraggiungessero i rimpianti. Sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato, in particolar modo della maniera nella quale lo abbiamo fatto. Eravamo al di fuori dalla superficialità dell'odierno music business, avevamo pieno controllo su come diffondere la nostra musica in tutto il globo. Mick sta ora utilizzando il nome della band per il suo materiale solista. Sono certo che continuerà alla grande, si tratta di uno dei migliori cantautori in circolazione. Mi auguro soltanto che gli verrà accreditato tutto il valoro che gli sarà dovuto per le sue composizioni, in quanto parecchia gente potrebbe non rendergliene atto, abbagliati dal nome Antimatter. È doveroso, da parte mia, farti sapere che per molti fan di vecchia data degli Anathema rappresenti, unitamente a Daniel Cavanagh, l'anima perduta del gruppo. Tuttora una grande band, sembra comunque che capolavori quali "Alternative 4", "Eternity" e "The Silent Enigma" siano lontani dall'essere ripetuti. Non sei l'unico a farmi pervenire messaggi di questo tipo, ma si tratta comunque di opinioni soggettive. Quando "Judgement" fu pubblicato, la band attrasse una nuova tipologia di fan, aiutata dall'enorme sforzo profuso dalla label in fase promozionale. Pertanto, parecchia gente potrebbe affermare che la band ha beneficiato della mia fuoriuscita, e la cosa oggi non mi disturba più di tanto. Sono lusingato dal fatto che parecchie persone apprezzano ciò che ho fatto per gli Anathema, ma non criticherò né ciò che hanno pubblicato in seguito, né le scelte che stanno attualmente facendo. La cosa positiva è che stiamo entrambi continuando a produrre musica, di conseguenza chiunque è liberissimo di procurarsi le nostre uscite e continuare a seguirci. Sembrerebbe che la Equilibrium Music creda molto in te. Sei soddisfatto dell'operato svolto sino ad ora? Si, abbiamo una buona relazione del tipo artista/etichetta. Mi hanno colpito quando avevo problemi nel completare "Madre, Protegenos", dimostrandomi pazienza e comprensione. Sono essi stessi dei musicisti, non degli uomini d'affari con il chiodo fisso del denaro. Sono molto più concentrati sul lato musicale che sul resto. Ciò non toglie che hanno la necessità primaria di recuperare il denaro investito, di conseguenza lavorano alacremente nella promozione dei loro artisti. Per quale motivo hai preferito non pubblicare Íon con Strangelight Records? Desideravo diffondere la mia proposta ad una nuova tipologia di ascoltatori, in quanto sono stato per molti anni inquadrato nel gothic metal, pur non suonando tale genere da parecchio tempo. Sapevo che la Equilibrium Music era l'etichetta ideale per questo, così li ho contattati per primi, giungendo presto ad un accordo. Non escludo che in futuro potrei nuovamente pubblicare del mio materiale attraverso la Strangelight Records, ma per il momento preferisco fare in modo che questa tipologia di musica raggiunga gli ascoltatori ideali attraverso i canali più appropriati. Uscite in programma per Strangelight Records? La prossima uscita in programma, prevista nel corso del 2007, è il debutto dei Leafblade. Cosa pensi dell'attuale music business? Noti differenze rispetto ad alcuni anni fa? Lo stato attuale è a dir poco terribile. Nel complesso sempre più superficiale, tende a dar maggior risalto all'atteggiamento piuttosto che alla sostanza. Considera che è sempre più difficile essere un musicista indipendente impegnato a suonare musica lontana dalle mode del momento; di conseguenza occorre lavorare molto duro nel tentativo di ritagliarsi uno spazio. Molti ascoltatori che si ritengono alternativi hanno in realtà una visione molto ristretta, ascoltano solo materiale pubblicizzato su riviste e webzine. So che sei appassionato di calcio. Hai seguito l'ultimo mondiale? Pensi che la squadra italiana abbia meritato la vittoria finale? L'Italia si è dimostrata una buona squadra, aiutata dalla fortuna quando vi è stata questa necessità. Del resto, credo che sia stata veramente molto sfortunata nelle precedenti edizioni. Non mi piace assolutamente la squadra francese, pertanto ho tifato per l'Italia quel giorno. Quali sono i tuoi principali interessi al di fuori della musica? Adoro viaggiare e incontrare persone di culture differenti dalla mia. In questo periodo sto anche leggendo parecchi libri storici e sulla spiritualità. Ho anche stilato le trame di due film: uno tradizionale e un cortometraggio. Sono alla ricerca di qualcuno con cui lavorare su queste idee. Mille grazie per la tua disponibilità! Gradisci aggiungere qualcosa? Ti ringrazio per l'interesse mostrato. Chiunque lo desideri può visitare i miei spazi internet personali: Stefano Serati
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