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'Close Encounters'
Intervista agli UFOMAMMUT

Gli Ufomammut sono senza dubbio un valido esempio di band divenuta oggetto di culto fuori confine, quasi snobbata in Italia, dove sino ad ora è stata preda solo di coloro i quali ancora oggi, sapientemente, si prodigano alla ricerca di validi ascolti. L'uscita di "Lucifer Songs" è un valido pretesto per intervistare la band, in questa occasione al completo, la quale ci è apparsa motivata e, a ragione, mai come ora decisa a diffondere il verbo Ufomammut.

Gradireste, anzitutto, tracciare una breve storia della band, dagli inizi ad oggi?

VITA: Ufomammut ha preso vita nel febbraio 1999 e, dopo essersi fatto notare in alcune compilation quali "Stone Deaf Forever" e "Blue Explosion", nel giugno 2000 dà alla luce "Godlike Snake" per l'etichetta italiana Beards Of Star. Nell'aprile 2004, dopo vari problemi con tastieristi ed etichette, esce "Snailking" per l'americana The Music Cartel, album che viene giudicato come uno dei migliori dell'anno dalla critica musicale internazionale. Nonostante ulteriori problemi di formazione, in seguito ai quali ora si è deciso di rimanere in tre, nel novembre 2005 esce il terzo lavoro, "Lucifer Songs", frutto di una coproduzione tra l'etichetta inglese Rocket Recordings e la neonata Supernaturalcat.
URLO: ed è vero che tre è il numero perfetto! Almeno per suonare...

Parlateci dell'EP di recente pubblicazione, "Lucifer Songs", e dell'importante legame musica/immagini che lo caratterizza.

VITA: dal vivo, il feeling tra musica e immagini ha sempre accompagnato Ufomammut; ora, in "Lucifer Songs", il legame si è rafforzato, grazie all'abbinamento cd/vinile con dvd.
URLO: abbiamo sempre cercato di mescolare le immagini alla musica, soprattutto dal vivo. Poco alla volta il rapporto tra proiezioni e concerto è diventato inscindibile, quindi abbiamo voluto riproporre il tutto anche su dvd. Pensiamo alla nostra musica come ad una colonna sonora, quindi guardare ed ascoltare Ufomammut diviene un'esperienza totale.
POIA: l'unione di musica e immagini è sempre stato un aspetto non marginale dell'entità Ufomammut, un'aspetto che abbiamo sempre ricercato e perfezionato dal vivo, che si concretizza anche in "Lucifer Songs".

Una domanda indirizzata ad Urlo. Devo complimentarmi per il suono del tuo basso, 'pastoso', in gran parte distorto oltre l'immaginabile. Come ci sei arrivato?

URLO: parto dell'idea che per nascondere i difetti bisogna amplificarli... Non essendo un eccelso suonatore, mi nascondo dietro muraglie di distorsioni ed effetti... Dopo anni di ricerche, sono quasi arrivato al mio suono perfetto. Ho trovato il distorsore che uso quasi per caso e, quando mi si è rotto, avendo perso ogni speranza di poterlo aggiustare, il caso me ne ha portato un altro, facendomi incontrare accidentalmente un tipo che ne aveva uno identico (è un 'ufoctafuzz' e non credo sia facilmente reperibile...). Quindi, poiché il mio Rickenbacker gira tutto attorno alla distorsione assoluta, l'uso di una cassa Green ne fa un piccolo gioiellino. Alla fine, tutta una serie di coincidenze...

Dall'esordio "Godlike Snake" al presente "Lucifer Songs", i vostri album hanno aumentato la componente 'oscura' e, permettetemelo, sono cresciuti molto in termini di profondità e sperimentazione. Continuerete su queste coordinate?

POIA: credo che la direzione sia questa, però non sappiamo di preciso dove ci porterà. Il concetto verrà esplorato, muteranno la forma e l’espressione, non so se in termini di suono o di struttura. La componente oscura è quella che più seduce, proprio perché nascosta. Se tutto fosse già luminoso e conosciuto non ci sarebbe ricerca.
VITA: l'entità Ufomammut è sempre in continua evoluzione, non ci piace riscaldare la minestra come usano fare la maggior parte delle band. Ci piace sperimentare ed essere sempre innovativi. Probabilmente, il giorno che Ufomammut non avrà più niente di nuovo da dire, attaccherà gli strumenti al chiodo...
URLO: aggiungo che la nostra sperimentazione non è 'ricercata', abbiamo sempre suonato 'come ci veniva', non ci siamo mai imposti un genere, non abbiamo mai voluto imitare nessuno. Probabilmente diventiamo più 'oscuri' invecchiando.

Citato "Godlike Snake", ci volete parlare dell'allucinante "Smoke"? Brano eccezionale, osannato dai vostri estimatori.

URLO: "Smoke"! Non sapevo fosse un brano osannato! Ci toccherà riprenderla per qualche live...
VITA: "Smoke", insieme a "Zerosette", è stata creata e finita nell'arco di tre prove. Capita spesso, in sala prove, che arrivi un'idea talmente chiara e nitida, da riuscire a suonarla con molta semplicità. Lo stesso discorso vale per "Hopscotch" in "Snailking".
POIA: "Smoke" è uno dei primi brani di Ufomammut. Non è tra i miei preferiti ed è tanto che non lo suono. E’ strano e naturale al tempo stesso che invece abbia avuto, come dici tu, grande riscontro. Molte volte, suonando, preferisco altri brani e, per forza di cose quando, di rado, ascolto Ufomammut, il mio giudizio non può essere obiettivo. Forse bisognerebbe riascoltarlo ora, a distanza di anni. Alcuni brani non li abbiamo più eseguiti dal vivo, e mi spiace, soprattutto per chi li ama particolarmente. Questo perché preferiamo fare sempre cose nuove. Non sto dicendo però che non abbiamo intenzione di riscoprire alcune nostre vecchie cose in futuro.

Non mi sembra corretto, definendo il vostro sound, parlare di influenze. Piuttosto, trovo che abbiate ripreso un discorso aperto decenni fa da band altamente sperimentali e lo abbiate rielaborato in maniera altamente personale. Lascio continuare voi, con qualche nome di band di riferimento, semmai ce ne fossero.

VITA: è vero, è come se noi continuassimo il 'lavoro' iniziato dalle grandi band del passato, senza per questo essere dei cloni. E' inevitabile che ogni musicista abbia dei gruppi di riferimento, dai quali trae le proprie ispirazioni; l'importante, però, è che non si venga troppo influenzati. Da parte mia ci sono band in cima all'Olimpo come Pink Floyd, Beatles e Black Sabbath...
URLO: ...che poi sono le stesse band che adoro anche io. E' strano come molta gente ci cataloghi in 'calderoni', come lo stoner o il doom, a cui ci sentiamo totalmente estranei. Ho sempre pensato che le nostre canzoni fossero molto vicine alle sperimentazioni dei Beatles e dei Pink Floyd, piuttosto che ai Cathedral o a band come gli Electric Wizards che, tra l'altro, non riesco neppure ad ascoltare...
POIA: è vero. Quello che abbiamo sempre cercato è la nostra via personale. Non viviamo in una bolla, le influenze ci sono e ci devono essere. Ma non sono dirette. Non cerchiamo di assomigliare a nessuno, se non a Ufomammut. Adoriamo i Beatles e i Pink Floyd su tutti, oltre a tantissima altra musica. Ma non siamo interessati a ricreare QUEL particolare giro di accordi, o QUEL modo di suonare, per assomigliare ai gruppi che amiamo. Anzi, la loro lezione, ciò che bisognerebbe imitare, è proprio la loro unicità, così peculiari e fondamentali da essere diventati punto di riferimento, termine di paragone. Questo è ciò che vogliamo per Ufomammut.

Sarebbe altresì riduttivo etichettare il sound dell'Ufomammut. Siete d'accordo, oppure, per attitudine, vi ritenete parte di qualche movimento?

POIA: perfettamente d’accordo. Non vogliamo far parte di nessun movimento. Non vogliamo seguire delle regole non scritte per poterne far parte, non vogliamo che qualcuno pensi per noi o ci dica come deve essere un perfetto assolo heavy metal o una cresta punk, o quale sia il giusto mix di alcool e droghe per essere dei veri musicisti maledetti.
VITA: come abbiamo detto più volte, non credo che Ufomammut faccia parte di un filone musicale piuttosto che di un altro, la moda è quella di etichettare tutto, e le etichette sono sempre riduttive. Credo che qualsiasi etichetta a noi affibiata sia sbagliata, non abbiamo mai fatto stoner, né doom, né drone né tantomeno metal, però nella nostra musica è facile trovare un pò di tutte queste cose.
URLO: esatto, alla fine ci piace semplicemente essere liberi nel creare ciò che facciamo, il nostro suono è enorme e per difficoltà di catalogazione lo si butta nel metal o nel doom o nello stoner, così per alcuni riff e brani. Credo che il nostro discorso sia più vicino a band come Mogwai e Sigur Ros, piuttosto che a Kyuss o Sleep. Se i Sigur Ros potrebbero essere dei nuovi Pink Floyd, chissà gli Ufomammut! Il problema è che molti non pensano come avrebbero suonato molte band se solo fossero nate qualche decennio dopo... Chissà che suono avrebbero avuto Toni Iommi o Gilmour oggi...

Quanto è importante il controllo sul vostro prodotto e, soprattutto, quanto ha influito, per il mai troppo lodato "Snailking", il pessimo lavoro di promozione da parte della precedente etichetta, sulla vostra decisione di partire con Supernaturalcat?

URLO: ha influito molto. "Snailking" avrebbe potuto aprire porte che sono rimaste socchiuse. Con "Lucifer Songs" abbiamo dovuto ripartire, cercare di sondare il terreno e lavorare per capire come dovrà uscire il prossimo disco. Supernatural Cat ci sta dando molte soddisfazioni. Pensa solo che in un mese abbiamo praticamente esaurito la tiratura in edizione limitata di 1000 cd e 1000 lp... E' sicuramente un lavoro più pesante, ma allo stesso tempo più interessante.
POIA: il controllo è fondamentale. Anni fa suonavamo in un'altra band e rifiutammo (per fortuna) un contratto con una casa discografica, vantaggioso per certi aspetti, ma che ci toglieva il controllo sulla nostra musica. In seguito, abbiamo sempre preteso di avere piena libertà d’azione e, in parte, ci siamo riusciti; ma ci siamo resi conto che la totale libertà si ottiene solo con i propri mezzi, l’ultima esperienza con la precedente etichetta ci è servita da lezione.
VITA: l'idea di autogestirsi c'è da sempre e le brutte esperienze del passato ci hanno spinto a fare il grande passo. Forse se più gruppi avessero il coraggio di osare e fare da soli, potremmo combattere quelle etichette (e manager) che da sempre vivono alle spalle di chi versa sudore sugli strumenti. E' ora di cambiare modo di ragionare.

Assistere ad un vostro concerto è un'esperienza unica. Sperimentazione su brani già di per sé sperimentali, sintetizzerei. Come vivete l'aspetto live della vostra attività?

VITA: suonare dal vivo è sempre una bellissima esperienza; vogliamo trasmettere le nostre emozioni, e tutto ciò che in quel momento ci passa per la testa, a chi è sotto il palco a sentire la nostra musica e a guardare le nostre immagini.
URLO: oggi siamo, dopo anni, veramente affiatati e felici di come sta diventando Ufomammut. Penso che si senta quando suoniamo, che si trasmetta una sicurezza e un'unione che ci è sempre mancata, a causa della continua dipartita di tastieristi. Decidere di restare in tre è stata la scelta migliore che abbiamo fatto da quando siamo Ufomammut, oltre ad avere con noi Dr. Noise dietro il mixer e Malleus dietro al proiettore.
POIA: suonare dal vivo è uno strano rituale collettivo. Non siamo solo noi e la nostra musica. A volte però è come se lo fossimo, suonando per il pubblico senza vederlo. Ne avvertiamo la presenza, la vibrazione e lo stato di attenzione, rimanendo concentrati su noi stessi. Non è un atteggiamento, funziona così. Altre volte succede di avvertire un diverso approccio da parte di chi ascolta, allora cerchiamo più consciamente l’effetto speciale e lo scambio con la gente.

In conclusione, potreste definire, con un aggettivo a vostra scelta, i tre lavori sin qui pubblicati?

VITA: "GodLike Snake", innovativo. "Snailking", spaziale. "Lucifer Songs", elettronico.
POIA: non saprei utilizzare dei singoli aggettivi. Ho sempre immaginato i dischi di Ufomammut come un unico grande viaggio sonico e mentale... "GodLike Snake" rappresenta l’arrivo dagli spazi siderali di un'entità aliena, "Snailking" è invece la divinità sotterranea antica come il mondo. "Lucifer Songs" è l’Incontro Ravvicinato vero e proprio dell’uomo con la bestia, che svela come, in realtà, siano la stessa cosa.
URLO: "Godlike Snake", aria. "Snailking", terra. "Lucifer Songs", fuoco.

Grazie per la disponibilità concessaci! Volete aggiungere qualcosa?

VITA: si, come al solito vorrei ringraziare tutti coloro che ci supportano, aiutandoci a far conoscere sempre di più l'universo Ufomammut.
POIA: grazie a te e a Sensorium per l'intervista. Non capita così spesso di rispondere a domande intelligenti e non scontate...
URLO: ci vediamo ai concerti. Visitate il nostro sito www.ufomammut.com e tenetevi aggiornati sulle date della band!

Stefano Serati

 

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