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ELIO E LE STORIE TESE
18/09/2004 - Pray Biellese (Piazza del supermercato)

"Amici di Pray Biellese, amici della Val Sessera : buona sessera a tutti !". Con questa battuta di Elio ha inizio il concerto dei nostri eroi. Ma come si può, mi chiedevo prima dell'esibizione, capire e gustarsi in pieno un concerto di Elio senza conoscere i loro dischi e quindi tutto il mondo che evocano con i loro personaggi (Catoblepa, Supergiovane...), con  riferimenti a fatti di cronaca, a problemi generazionali e attraverso le loro mille  citazioni e rivisitazioni musicali? Per chi non li conosce bene, gli Elio e Le Storie Tese si limitano ad una comicità sboccata unita all'abilità strumentale. Ma vi assicuriamo che c'è di più. Molto di più. Ad ogni ascolto di un loro disco, si scopre sempre qualcosa di nuovo: un campionamento vocale che prima ci era sfuggito, un riferimento trasversale (per scoprirlo bisogna ricorrere ad uno speciale Dizionario Elico) o la re-interpretazione di una vecchia canzone dimenticata. Mentre l'abilità strumentale rimane sempre quella, anzi: dal vivo sorprendono ancora di più per la capacità di improvvisare e sostenere con una base notevole le sparate di Elio e le sortite di Mangoni, l'architetto cubista.

L'esibizione inizia con una canzone di pseudo-denuncia sociale, "Gimmi I." che richiama l'erronea interpretazione dei cognomi, come quello di Gianluigi Bombatomica. Ne segue un'altra frutto di un'attenta osservazione dei mestieri, "Farmacista", che ne sottolinea l'importanza in una società sempre più stressata e che quindi è costretta a far ricorso alle "sue pastiglie" per dormire, tranquillizzarsi, fare l'amore eccetera. Manco a dirlo è il solito Mangoni sul cubo, con pose plastiche e camice bianco, a calarsi nella difficile parte del farmacista. Seguono altri pezzi, dai più recenti come "Shapalman" e "Fossi Figo" (quest'ultimo è una malinconica presa di coscienza di Elio per il fatto che egli, in realtà, non è figo) ai più vecchi "Pork & Cindy" (una tenera storia d'amore che poi così tenera non è...) e "Servi Della Gleba" (la situazione del giovane uomo alla perenne rincorsa del triangolino di fibra pelosa senza farsi troppe storie), per chiudere con la magica "Tapparella". Infatti chi non si ricorda la magia delle festicciole e chi non ha mai giocato al gioco della scopa?

Tra una canzone e l'altra Elio si prende lunghe pause, ricordando che puo' fare quello che vuole visto che si tratta di un concerto gratuito: quindi ci informa che per tale motivo il gruppo non si impegna al massimo. Numerosi anche i riferimenti al clima particolarmente gelido della serata (é un concerto all'aperto, la Pro Loco aveva dimenticato l'aria condizionata accesa) e all'iniqua legge Bossi-Fini, che ad ogni performance fa passare dei guai al batterista svizzero (quindi extracomunitario) Christian Mayer. L'esibizione si chiude con una sorprendente versione rock-operistica del "Barbiere Di Siviglia". Anzi, sarebbe sorprendente se ad eseguirla fosse un gruppo 'normale'. Ma questi sono gli Elio e Le Storie Tese e per loro è ordinaria amministrazione

Andrea Raimondi

 

 

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