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DAVID RODIGAN 27/11/04 - Milano (Acqua Potabile)
Qualcuno potrebbe storcere il naso solo per la parola 'concerto' inserita nel titolo. Ma come, concerto? Un Dj 'suona'? No, dai, un Dj mette musica, seleziona, miscela, skreccia, quello che vuoi... Ma non suona! Bene: Rodigan allora non è un Dj, non saprei che definizione usare, ma vi posso assicurare che lui suona. Si, sicuramente. I suoi sono concerti perchè quello è lo spirito con il quale il pubblico è legato al palco. Non mette solo dischi, non fa solo ballare, 'suona' anche. Rodigan è un guru del reggae e del dancehall, ha la carnagione bianca e nelle sue vene scorre sangue scozzese e irlandese. Ma è rasta dentro.
Il suo primo disco comprato risale a quarant'anni fa ed era "My Boy Lollipop" di Millie. Una comunità jamaicana viveva nel suo paesino vicino a Oxford e grazie a questo spendeva tutti i suoi soldini nel negozietto dove la Bluebeat, la Trojan e la Island diffondevano le prime calde note ska (si, perchè è nato prima lo ska, poi il rocksteady e solo ultimo il reggae). David ha iniziato a mettere i suoi dischi alle feste di amici quando aveva 16/18 anni. Oggi è tra gli indiscussi re del sound jamaicano, dopo aver suonato in mezzo mondo e aver soggiornato in innumerevoli eminenti emittenti (scusate le troppe m & n!). All’Acqua Potabile in Piazza Carbonari lo scorso sabato c’era lui ed é stato un delirio. Il gentleman Rodigan entra in scena verso mezzanotte preceduto dal nostrano VitoWar, grande Dj con un’esperienza oramai decennale che, a mio giudizio, non ha assolutamente sfigurato neanche di fronte al 'collega' inglese.
Rodigan è un gentleman perchè oltre che il fare ne ha l’aspetto: oramai ha più di cinquant'anni, pochi capelli e quando entra in scena sul palco, se non lo conosci, non gli daresti cinque lire. Ma chi è? Ma dai, chi è quel pensionato? Questo è forse ciò che oggi lo contraddistingue di più. Oltre che la sua pluriesperienza, oltre che i suoi dischi definiti 'speciali fatti per lui' (ne possiede anche di Bob Marley), oltre che il nome, oltre che il fatto di essere un bianco che propone musica nera (si evitino paragoni con Eminem, anche se sarebbe interessante discuterne). Rodigan ama il reggae da sempre, e salta come un matto, si esalta, gioisce come un bambino, accendini e fischietti scandiscono il ritmo della dancehall e non si può non essere contenti, non si può non ballare se balla anche lui, quel pensionato!
Quindi via: Bounty Killa, Antony B, Dennis Brown, Garnet Silk, Buju Banton, Sizzla... Una 'selecta' da panico. C’è anche spazio per gli oramai mitici Sud Sound System che Rodigan propone gridando 'Puglia-Salento' (da leggere con accento inglese) e facendo quattro 'again' col pubblico che oramai sembra allo stadio. Si perchè la musica viene prima di qualsiasi altra cosa e molti Dj si considerano più importanti della musica che suonano. Rodigan, ve lo assicuro, no. Tuttavia si erano fatte le quattro e lui era ancora lì che andava avanti, tranquillo. Non so per quanto tempo abbia proseguito, ma dovevo tornare a casa. Comunque ero stracontento, una bella serata davvero. Pensare che stavo per mandare tutto a quel paese per i soliti amici paccari che si tirano le storie fino all’ultimo! Disgraziati.
Emanuele Di Ruscio
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