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BLOC PARTY 18/05/2005 - Paris (La Cigale)
A circa tre mesi di distanza dalla loro prima performance parigina, i Bloc Party ritornano sul 'luogo del delitto' (la Cigale) per un nuovo concerto andato rapidamente 'sold out', al pari del precedente. Numerosi (e disperati) i fan all'ingresso, pronti a sborsare qualsiasi cifra per il tagliando d'entrata: consapevole dell'andazzo, mi ero procurato per tempo l'agognato biglietto, e quindi mi reco tranquillamente nella sala facendomi largo tra gli astanti. Il colpo d'occhio di questo vecchio teatro é francamente spettacolare: ci saranno appena 500 posti, ed il soppalco é già completo. Splendide le decorazioni d'epoca e già elettrica l'atmosfera.
La prima parte é affidata alla nuova, ennesima 'next big thing' segnalata dalla stampa albionica: The Rakes. Presentati come un'ibridazione tra Joy Division ed Interpol, i nostri rimandano per certi versi ad una versione vitaminizzata dei Franz Ferdinand. Il vocalist Alan Donohoe é folle ed eccentrico quanto basta per trascinare il pubblico delle prime file, che mostra di gradire la portata proposta con genuino entusiasmo. Solo tre singoli alle spalle (l'album, decisamente atteso, sarà pubblicato nel prossimo Settembre), ma di notevole spessore: le varie "22 Grand Job", "Strasbourg", "Just Got Paid" ed il nuovo singolo "'Retreat" incendiano l'audience, impossibile non entusiasmarsi! Da notare lo spossante contributo del drummer Lasse Petersen, che pesta come un fabbro ferraio, mentre il chitarrista Matthew Swinnerton sciorina impassibile riff su riff, in un vortice inebriante. I fendenti finali sibilano rapidissimi ed impietosi, quasi fossimo al cospetto di un ensemble hardcore punk d'epoca. Al sottoscritto hanno richiamato alla memoria i Wire di "Pink Flag", ma anche i primissimi XTC, e vi ho detto tutto. Ovazione finale del pubblico e grande attesa per i principali protagonisti della serata, i Bloc Party.
Luci verdastre ed esaltazione collettiva accolgono il quartetto, che attacca sulle note di "Like Eating Glass", il cui refrain é cantato in coro dai presenti. L'impatto del drumming dinamico ed incalzante di Matt Tong salta subito all'orecchio, al pari della qualità del riffing delle chitarre (eccellente al proposito il contributo di Russell Lissack). Kele Okereke é sorridente ed in gran forma, la sua performance vocale é tesa e volitiva. Forte di ipnotici ed avvincenti giochi di luce, la band infila i suoi hit senza soluzione di continuità: "Positive Tension", "Helicopter" e l'attesa "Banquet" scatenano un pogo allucinante, con tanto di stage diving! I nostri non perdono un colpo, intrattenendo i fan tra un brano e l'altro ed allentando la tensione con la più tranquilla "Blue Light", prima di lasciare spazio all'ottima "This Modern Love". Nel mentre di un set talmente intenso, non manca qualche défaillance tecnica (il basso di Gorgon Moakes che va in corto, la chitarra del tarantolato Okereke che finisce avvinghiata tra i cavi, col pronto intervento dei roadies): i nostri la prendono con filosofia, al pari del pubblico, improvvisando spassosi siparietti (mentre il tecnico cerca di rimettere in sesto la sei corde, Kele 'intervista' Gorgon chiedendogli: "Ciao, come stai? Cosa hai fatto di bello oggi?", e l'altro risponde: "Bene, grazie! Sono andato a farmi un giro al Sacre Coeur!").
La comunione tra la band ed i presenti si rende cosa palpabile nell'istante in cui Okereke porge il microfono alla prima fila durante l'esecuzione di "She's Hearing Voices": i fan la cantano con divertito entusiasmo! Dopo una prima pausa, i nostri completano il set con altri estratti di "Silent Alarm", privilegiando al contempo le varie b-sides e le tracce restanti del mini di debutto. Ci vorranno ben due bis per placare la sete di Bloc Party del pubblico, col gran finale che vede i quattro protagonisti della serata tuffarsi direttamente nella folla a coronamento di un concerto memorabile: un momento che dice tutto dell'umiltà e della simpatia di questi ragazzi inglesi, oggi più che mai realtà indiscutibile ed imprescindibile della scena rock mondiale.
Michele Dicuonzo
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