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COCOROSIE
06/05/2007 - Roma (Circolo Degli Artisti)

Ospitate da un Circolo degli artisti raramente tanto gremito, le Cocorosie presentano la loro ultima creatura, "The Adventures Of Ghosthorse And Stillborn", in quella che sarà l’unica data italiana del tour. L’evento giustifica la grande affluenza: dopo il convincente "La Maison De Mon Reve", le Cocorosie avevano sfornato quel "Noah’s Ark" che, non privo di buoni spunti, aveva però sancito per i più l’affrettato declino della band, rimandando così il giudizio sull’effettivo valore del duo newyorkese e creando una certa attesa.

Il Circolo Degli Artisti, senza ombra di dubbio primo luogo di incontro per i musicofili romani, si dimostra purtroppo, per l’ennesima volta, inadatto ad ospitare eventi di questo calibro: impossibilitati ad arrivare con largo anticipo, dobbiamo accontentarci di posti lontanissimi, stretti come sardine in scatola tra chi sgomita per andare un po’ più avanti e chi paonazzo torna indietro cercando l’uscita per prendere un po’ d’aria. A stento riusciamo a distinguere la strumentazione (e cioè il lato più interessante delle Cocorosie): le cifre caratterizzanti della band, strumenti giocattolo, aggeggi elettronici, mixer da bambini, sono al loro posto; basso, tastiere, al centro del palco svetta un’arpa.

Le sorelle Cassidy, coadiuvate da un paio di musicisti più un tizio che riproduce vocalmente le percussioni elettroniche, si muovono bene sul palco e sembrano divertirsi, pur mostrando a tratti quella fastidiosa aria un po’ da artiste navigate che più di qualche critico ha sottolineato. Peccato che, ovviamente prediletti dalla scaletta, i nuovi brani suonino piuttosto lenti e noiosi e che vadano raramente a beccare melodie memorabili, andando a privilegiare la vena hip hop del gruppo e scimmiottando la grazia dei Portishead. Splendidi rimangono alcuni incastri vocali delle due. Il pubblico, pur applaudendo con calore le nuove creazioni, mostra di apprezzare maggiormente i brani che le hanno rese famose.

Un’ora e mezza che, forse per l’eccessiva calca, forse per la reiterazione forzata di certe sonorità, non lascia certo il segno. Oltretutto il concerto, utile per testare lo stato di salute delle Cocorosie, mostra una preoccupante carenza di idee e incapacità di rinnovarsi, probabilmente a causa di un atteggiamento poco umile nei confronti del successo.

Simone Ungaro

 

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