HOME

ESPERS
05/03/2006 - Paris (Café De La Dance)

Un pubblico curioso e composto affluisce nell'angusto corridoio del Café De La Dance per questa prima parigina degli Espers, da Philadelphia. Al godibile disco omonimo di debutto, dato alle stampe due anni fa, é da poco seguito l'Extended Play "The Weed Tree", che include un brano originale, due 'traditional' ed alcune interessanti cover di Durutti Column ("Tomorrow"), Nico ("Afraid"), Michael Hurley ("Blue Mountain") e Blue Öyster Cult ("Flaming Telepaths"). Nell'attesa del nuovo full-lenght, che vedrą la luce tra qualche mese, il terzetto originario (composto da Greek Weeks, Meg Baird e Brooke Sietinsons) si é arricchito di tre nuovi elementi che rispondono ai nomi di Chris Smith (al basso), Otto Hauser (percussioni) ed Helena Espvall (violoncello).

Pur penalizzato da qualche problema tecnico (l'acustica di Brooke si percepiva appena), il sestetto é riuscito a riprodurre sul palco l'aura barocca e finemente psichedelica dei loro lavori realizzati in studio di registrazione: in bilico tra folk letterato (citiamo giusto gli antesignani Pentagle, Sandy Denny e Fairport Convention) e velleitą sperimentali di krautrock da camera, gli Espers hanno progressivamente ammaliato gli astanti, avviluppandoli in una tela setosa e traslucida, laddove arpeggi carezzevoli, percussioni tribali e ficcanti soluzioni elettriche si sono trasfigurati in un unicum onirico.

All'ascolto delle varie "Floowery Noontide", "Riding" e "Travel Mountains", una sorta di consapevole ipnosi sonica ha trasportato il pubblico alla fine degli anni Sessanta, e pił precisamente in terra albionica, laddove sperimentatori del calibro di Incredibile String Band dettavano la via al Rinascimento acustico, fenomeno di culto per pochi adepti. Nel mentre di cotanto struggente languore, gli Espers hanno lasciato respiro ai molteplici spiragli destrutturanti, talvolta cinematici e stregoneschi, che da sempre impreziosiscono la loro proposta, cimentandosi in folgoranti crescendo di tipica matrice 'post-rock': cio' che rende quantomai attuali le composizioni di questo ensemble, che viaggia col cuore rivolto ai fasti del passato e la mente argutamente sintonizzata sulle frequenze pił moderne.

Michele Dicuonzo

 

© SENSORIUM.IT - Tutti i diritti riservati      STAFF    CONTATTI    LINKS