|
FINAL FANTASY+FORWARD RUSSIA! 05/10/2006 - Roma (Circolo Degli Artisti)
Grande serata al Circolo degli Artisti, vanno il scena il progetto Final Fantasy e la new sensation britannica Forward Russia!. Comincia il giovane Owen Pallett, Toronto, Canada (musicalmente parlando, davvero impressionante cosa succede da quelle parti da un po’ di anni...), e la prima considerazione è dettata proprio dai dati anagrafici: è davvero un ragazzino, come diamine è possibile che DA SOLO tiri fuori quella meraviglia ascoltata su disco?! Possibile che QUI i giovanissimi si chiudano nelle cantine a fare tutti le stesse cose infarcite di distorsioni e valvole, mentre LI’... Vabbé lasciamo perdere... Tracciamone una brevissima storia: collaboratore dell’incredibile "Funeral" targato Arcade Fire, Owen si mette in proprio dietro la sigla Final Fantasy, dando alle stampe "Has a Good Home", composto solo per violino e pedale del loop (!), ottima intuizione migliorata dal recentissimo "He Poos Clouds" (uno dei lavori migliori dell’anno in corso), dove il nostro si avvale in fase di arrangiamento di un ensemble da camera.
Sebbene l’insolito accostamento delle due attrazioni della serata porti i rockettari, in trepidante attesa dei Forward Russia!, a chiacchierare in continuazione durante l’esibizione di Final Fantasy, Owen impiega la durata di un pezzo a creare l’atmosfera e a lasciar presagire cosa ci aspetta: magia... Mentre meravigliose videoinstallazioni riprendono in tempo reale i temi malinconicamente giocosi della musica, il ragazzo, da solo sul palco, emoziona gli astanti utilizzando il proprio violino con una duttilità da far invidia ai più navigati veterani: lo strumento si piega docile alla dolcezza del cantato, si inacidisce quando la voce prende le pieghe desolate alla Jamie Stewart, si infiamma nei crescendo (ricordando un certo Warren Ellis) e, all’occorrenza, diventa persino strumento a percussione; il pedale del loop a consentire la pluralità di voci e una tastiera 'pianistica' completano l’equipaggiamento di un 'genietto', che suonerà per poco più di un’ora, ma con un’intensità che difficilmente dimenticheremo...
Grande attesa per i Forward Russia!, il cui misto di electro/punk/dance (un improbabile e originale incontro tra !!! e Blood Brothers), unito a ritmiche frenetiche e claudicanti, su strutture decisamente sballate, gli ha regalato immediata popolarità e credibilità (il singolo "Nine" soldout in una sola settimana!) Dal vivo risultano alquanto 'caciaroni' e riescono raramente a raggiungere la pulizia sonora apprezzata sul disco d’esordio "Give Me A Wall", ma mostrano una carica al fulmicotone che infiamma i presenti. Capitanati dal cantante Rob Canning, che fa di tutto per attirare su di sé una certa antipatia con movenze da palco finte e alquanto superate (lancia il microfono, ne avvolge il filo attorno al collo, saltella come un forsennato), i quattro di Leeds danno vita ad uno show che ricorda un po’ i concerti rock di una volta, dove era più importante sudare che suonare. I pezzi comunque, sebbene resi simili dal suono non esaltante, funzionano a meraviglia e l’arrivo del singolo manda in delirio il pubblico. Una band della quale sentiremo parlare moltissimo e che, se raffinerà l’innegabile talento, considereremo altrettanto.
Simone Ungaro
|
  |
|