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STAMINA, MARSHALL, BIOMECHANICAL
19/03/2006 - Napoli (Duel Beat)

Stamina, gruppo emergente. Marshall, reduci dalla loro ultima release. Biomechanical, gruppo inglese rivelazione. Serata umida a Napoli, cieli cupi e tanta voglia che la Primavera sopraggiunga presto a riscaldare la penisola. Serata metal a Napoli, tre band dalla otima tecnica si alternano sull'angusto palco del Duel beat. Un pubblico inizialmente infreddolito attende l'inizio delle operazioni. Sono gli Stamina ad aprire le danze. Propongono circa venti minuti di musica. Gradevole, ben suonata, contaminata da diverse influenze, ma che non raggiunge i cuori di un pubblico che gremisce il locale giungendo alla spicciolata. Stamina senza infamia e senza lode. Giusto il tempo materiale per salire sul palco, e i Marshall sono gia' pronti per iniziare la loro performance. Nutrivo grande curiosita' circa questa formazione, capace di rinverdire i fasti di un lontano passato con due dischi interessanti, di cui il piu' recente "Pages From The Past: Tome I" segna il distacco da un heavy metal di stampo classico e si proietta verso sonorita' piu' squisitamente prog.

Marshall in scena con la soprano Marilena Pace che ha collaborato nell'ultimo lavoro: grande voce, carisma e bella presenza. E' con un suo vocalizzo che si adagia sulle tastiere di Marco Signore, funambolico musicista e ottima voce, che ha inizio l'esibizione. La scaletta e' fortemente sbilanciata a favore dei brani di "Pages From The Past", quasi completamente eseguito, mentre di "Garden Of Atlantis" resta la sola "Atlantis Rise" a rappresentarlo. L'esibizione e' convincente, il singer Bruno Masulli si dimena come da copione e prova a stimolare un'audience ancora troppo fredda per un concerto metal. Particolarmente riuscite le esecuzioni di "Knights Of The Black Cross" e "Krakatau", suite che supera i dieci minuti di lunghezza. Tecnica cristallina e richiami evidenti ai Symphony X , Giuseppe Dardano (davvero un ottimo chitarrista) come Michael Romeo e Ly Holestone come Michael Lepond, buona presenza scenica e resa sonora (si consideri l'angustia del palco che non consente grossi spostamenti): tutti elementi che fanno dei Marshall in sede live una nuova ed esaltante promessa. Sound roccioso e tagliente come non avrei immaginato, grande tecnica che si esprime e si staglia su una buona base ritmica (grazie a Lino Mazzola dietro le pelli), assoli di buon gusto e interessanti duetti chitarra/tastiera. Ce n'e' per tutti i gusti. Amanti della tecnica fatevi avanti. Senza rinunciare alla melodia, s'intende...

E' quindi il turno degli inglesi Biomechanical, il cui disco "The Empires Of The Worlds" mi ha positivamente impressionato per la carica di adrenalina espressa attraverso riff ispirati, assoli al fulmicotone e devastante cattiveria. Ma dallo studio al live il passo non e' breve. Pesantemente danneggiati da suoni pasticciati e impastati, volumi non perfettamente bilanciati (in particolare la voce risultava essere penalizzata), gli albionici dimostrano comunque una grandissima tecnica, eseguendo brani soprattutto del gia' citato "TEOTW". Bellissime in particolare "Assaulter" e "Relinquished Destiny", oltre a una rivisitazione metal della "Imperial March" di Star wars. Una prestazione tutto sommato convincente e di buon livello: se si considera anche che i Biomechanical sono stati capaci di 'aprire un pogo', significa che comunque qualcosa sono stati capaci di trasmettere al pubblico. Prestazione macchiata soltanto da cio' che ho detto in precedenza: una resa non eccezionale. E non e' poco. Serata umida e uggiosa a Napoli. Serata divertente al Duel Beat.

Rosario Amico

 

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