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PORCUPINE TREE
25/07/2005 - Collegno (Colonia Sonora)

A soli tre mesi dall'ultimo passaggio in Italia (due date in Aprile, Milano e Roma) per il tour successivo all'uscita di "Deadwing", ecco tornare, per la gioia dei numerosi fans, i Porcupine Tree, per ben tre date di uno speciale 'Italian Summer Tour', che chiude a Collegno dopo aver toccato nei giorni immediatamente precedenti Civitanova Marche e Roma.

L'occasione di vedere gli inglesi smuove i torinesi (e non solo, si badi bene). L'orario di inizio concerto slitta dalle 21:00 previste, a quell'ora erano presenti si e no trenta persone, alle 22:30 effettive, quando gli spettatori toccavano ben altre cifre. E qui sorge il primo interrogativo, tuttora irrisolto, comune a diversi, giunti da altre provincie e regioni: perchè i concerti, a Torino, non iniziano ad orari più decenti? Necessita, a mio avviso, una visione più ampia nell'organizzazione, occorre valutare che vi sono persone che percorrono distanze discrete, a volte considerevoli, per essere presenti, persone che il giorno seguente si trovano ad affrontare un faccia a faccia con la sveglia per poter giungere per tempo sul posto di lavoro, quindi... Beh, tornando al concerto oggetto del servizio, diciamo che i Porcupine Tree sono sempre i Porcupine Tree, che Steven Wilson, chitarrista, cantante, mente del gruppo, è -per fortuna- sempre Steven Wilson, catalizzatore, in ogni suo movimento, dell'attenzione dei presenti.

Mi guardo intorno, ci sono spettatori di tutti i tipi: dal fan di vecchia data, brizzolato, in grado di motivare, credendoci, il perchè i Porcupine Tree siano il gruppo migliore dell'universo, agli onnipresenti pseudo-esperti che fotografano, prima dell'esibizione, la strumentazione sul palco con tanto di risparmiabilissimi commenti, ai fan degli Opeth, chiamati in causa da Steven Wilson in occasione della presentazione di "Arriving Somewhere But Not Here", nonché curiosi e amanti della buona musica 'alternativa' in genere. La scaletta non differisce molto da quanto proposto in Aprile: lievemente ridotta (tre episodi in meno, comprensivi di bis, rispetto a Milano) comprendente perlopiù tracce tratte da "Deadwing" e dal precedente "In Absentia", con singoli brani attinti dagli album più datati.

Da quanto da me letto prima di muovermi alla volta di Torino, Steven Wilson, tra la sua band principale, i molti altri progetti e gli impegni come produttore, non si ferma per una pausa da parecchio tempo ed, in effetti, dal pubblico sembra a tratti mostrare una certa stanchezza, non lesinando comunque i soliti, pregevoli ed emozionanti passaggi chitarristici ai quali ha abituato nel corso degli anni. Ennesima ottima serata, notevole esibizione, cosa aggiungere? Che non ci viene lasciato il logorio dell'attesa per il prossimo passaggio, che, a quanto comunicato dal palco, dovrebbe essere previsto per Novembre, in occasione della seconda parte del tour di "Deadwing", presumibilmente in Milano. E non ci resta che aspettare impazientemente la conferma: nel frattempo, saziamoci dei ricordi di questo concerto e dell'ascolto della considerevole discografia.

Stefano Serati

 

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