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SIGUR ROS 04/07/2006 - Ferrara (Piazza Castello)
Parte il treno alle 15, destinazione Ferrara, concerto dei Sigur Ros. Accompagnate dallo sferragliare ritmico del convoglio, sfilano dal finestrino le meraviglie della penisola, sfilano nella nostra testa pensieri non proprio entusiastici. Insomma, grande band, nulla da eccepire, però stasera c´è la semifinale dei mondiali e poi l´ultimo album, bello, sì, però li abbiamo già visti e poi sono passati dalla parte delle major, e poi la gelosia e la superbia musicale che ci fa dire che noi li seguiamo dagli inizi e sai quanta gente ci sarà, una volta sì che si potevano vedere, ma adesso li conoscono praticamente tutti, li passa pure MTV, e poi il biglietto 30€ + prevendita e poi... Ma ne vale proprio la pena?
Ferrara è estremamente accogliente e riscaldata da un sole morbido, la classica cittadina nordica dove girano più bici che auto. Arrivati nella piazza dove si terrà il concerto, non possiamo fare a meno di ammirare l´armonia fiabesca del castello estense che sovrasta i sempre più numerosi spettatori in adorante attesa. Alle 20:30, col sole ancora alto, cominciano le quattro ragazze che da un po´ aprono le danze ai Sigur Ros, le Amina, quartetto d´archi che tanto bene aveva figurato negli arrangiamenti di "( )": grazia da vendere e dolcezza infinita in un mix elettroacustico che delizia i presenti, peccato solo che la loro proposta risulti alla lunga leggermente stucchevole. Comunque è un piacere vederle suonare coi vari campanellini, xilofoni, tastiere giocattolo e l´ormai immancabile sega... Applaudite.
Alle 21 in punto, proprio mentre Italia e Germania fanno il loro ingresso in campo, i quattro islandesi calcano il palco. Come nell'album rilasciato circa un anno fa, partono con l´intro "Takk" e attaccano con la bellissima "Glòsòli" (sicuramente uno dei momenti più felici del lavoro). Nella misura in cui il brusio del pubblico si trasforma in muta contemplazione e il sole, come a voler contribuire all´atmosfera, cala rispettoso, si forma l´idea che non sarà una serata come le altre, non un concerto qualsiasi: è come se l´intera Piazza Castello e tutti coloro che la gremiscono si distaccassero da ciò che avviene al di là della piazza stessa e si recassero in un luogo ignoto, doloroso e piacevole, accessibile soltanto grazie all´incanto di quelle note, grazie alla voce unica, magnifica di Jonsi, quella voce disperata e rassicurante che, imprigionata in un corpo apparentemente inerme, viene strappata ad un'anima di gigante. Basta voltarsi sulla destra, per un fascinoso gioco di luci, l'ombra di Jonsi che si muove sul castello. Incanto puro.
Per il resto c´è tutto: acustica perfetta, le Amina che come di consueto impreziosiscono le musiche coi loro tappeti di archi, schermi sullo sfondo che riproducono immagini al rallentatore stile video tratto da "( )", luci che si rincorrono. La gradita sorpresa è un quartetto di fiati di cui, sorry, non abbiamo afferrato il nome, riuscitissima cornice scenica e musicale. Gradito momento fuori dagli schemi quando, proprio i fiati, intonano per il compleanno di Orri il classicissimo "Happy Birthday To you", indice di quanto la band islandese sia felicemente lontana dalle atmosfere seriose che il successo impone... Suonano per circa due ore, alternando istanti di quiete e riflessione ad altri dove la voce si fa più dolorosa, il basso si incupisce, le tastiere si 'inacidiscono', la batteria cavalca con incedere epico e ne esce fuori un caos ordinato che toglie il respiro (è il caso della magnifica "Untitled 8" che chiude il concerto). E´ questo il segreto della musica dei Sigur Ros: creazione di atmosfere mentalmente evocative unite a trovate che seguono i ritmi biologici del respiro... Immensi.
Alla fine il pubblico tributa ai Nostri la meritata standing ovation, applausi che paiono non finire mai, Jonsi ringrazia per averli preferiti alla partita (ah già, la partita...) e avvisa che Italia e Germania sono sullo zero a zero. Ancora applausi, in giro perfino qualche lacrima, poi tutti nella piazza accanto dove c´è il maxischermo e Grosso e Del Piero e la finale... Che serata! Sul treno, al ritorno, le note di musica e calcio si uniscono a cullare un sonno stanco e felice.
Un ringraziamento a Robi, che ha ovviato con bellissime foto alla mia insanabile e cronica consuetudine di lasciare la fotocamera a casa... Mentre scrivevo queste righe, ho appreso della scomparsa di Syd Barrett. Sebbene mi trovi d´accordo solo in minima parte con quanti reputano i Sigur Ros i nuovi Pink Floyd, le due band hanno avuto nella mia formazione musicale e umana un valore particolare e simmetrico che mi spinge ad accomunarle. A quella mente di genio assocerò sempre il ricordo della serata a Ferrara.
Report di Simone Ungaro, immagini di Roberta Facchini
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