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BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB
23/11/2003 - Paris (Elysée Montmartre)

L'Elysée Montmartre é gremito all'inverosimile per la seconda calata parigina dei Black Rebel Motorcycle Club (erano già passati da queste parti a fine Agosto, al Nouveau Casino). Sala mitizzata dei 'parigots', la temperatura all'interno sfiora i quaranta gradi: per procurarsi una birra bisogna sorbirsi una fila allucinante, ma é l'unica cosa da fare per impedire la disidratazione imminente. Ambientazione comunque particolare: luridume un po' dappertutto, in contrasto con le volte che conservano l'evidenza 'aristocratica' del vecchio teatro che fu. Un quadro comunque popolare, sono in molti gli studenti a sfoggiare le loro t-shirt con logo BRMC, e non a caso é proprio qui che si tengono la maggior parte dei concerti metal 'importanti' dell'Ile De France.

Arrivo in ritardo e mi perdo la band di supporto, i Fireside. Poco male: la scenografia é spoglia ma imponente, con un logo colossale dietro la strumentazione. Il light show sarà comunque d'effetto. I Nostri montano sul palco alle 21 precise: boato del pubblico, partenza morbida e poi subito la prima scossa con "Six Barrel Shotgun". Il pubblico mostra di gradire, loro sono umili, alla mano e scatenano un wall of sound di buona fattura. Il chitarrista Peter Hayes sfoggia un controllo impeccabile, sfoderando riff tostissimi in rapida sequenza. Nick Jago detta i ritmi dietro al suo drum set, mentre Robert Turner tormenta letteralmente il suo basso. E' il momento di "Spread Your Love", davvero niente male, seguita a ruota dal nuovo singolo "Stop": un'inferno di fiamme alle spalle dei musicisti, il pubblico comincia finalmente a lasciarsi andare ('sti cazzo di francesi non li smuovi neppure a cannonate) ed a ballare. Efficace, a seguire, "Love Burns", ed eccellente la versione di "White Palms", francamente inquietante.

C'é spazio per un inedito, e poi ancora grandi emozioni con la tenebrosa "As Sure as the Sun". Tocca all'incalzante "Generation" riaprire i giochi del rock'n'roll, ed a partire da questo momento si innesca un crescendo inesorabile: la stoogesiana "Whatever Happened to My Rock 'N Roll" scatena il putiferio nelle prime file, a seguire due rendition stupende (pura psichedelia onirica) di "Shade Of Blue" e "Suddenly". Il ritmo metronomico di "Going Under" scalda ancora gli animi prima dei bis: semplicemente grandiosa "Red Eyes And Tears", torturata e vibrante nel lavoro chitarristico, torrenziale la conclusiva "Heart + Soul", che suggella nel feedback un concerto riuscitissimo. Dopo i saluti di rito, il pubblico comincia sfollare e riesco a procurarmi l'agognata t-shirt nera col logo della band. Fuori pioviggina, la gente si accalca per recuperare il metro', noto grandi sorrisi sui volti di tutti. Davvero una bella festa, il rock é vivo e vegeto, grazie ai B.R.M.C. per le mille emozioni di questa serata novembrina.

Michele Dicuonzo

 

 

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