|
BRUCE SPRINGSTEEN AND THE E-STREET BAND 28/06/2003 - Milano (S. Siro)
E' un'occasione particolare: non capita tutti i giorni che l'uomo che da 30 anni incarna il rock'n'roll ritorni in quello stadio che l'ha visto vincitore assoluto nel 1985. Il Boss ha suonato di nuovo al "S.Siro", c'era già stato nel suo ultimo concerto europeo, almeno per quanto riguarda il "The Rising Tour 2002-2003" che lo vide toccare per ben tre volte la penisola, a Bologna - non c'ero ma amici mi hanno riferito di un concerto fenomenale - Firenze e, appunto, Milano. Ovviamente non avevo l'accredito stampa, il biglietto l'ho comprato a dicembre pagandolo 42 euro, e da quel momento ho atteso con trepidazione il 28 giugno. Arriviamo al piazzale verso le tre e mezza, ma i cancelli si sarebbero aperti solo qualche ora più tardi... Allora insieme ai miei amici sono entrato nell'atmosfera del concerto, ovvero birra a fiumi. Verso le sei entriamo nello stadio e ci sediamo nel parterre dove cominciamo a parlare di cazzate varie e di Bruce Springsteen. Verso le sette e mezza c'è un'onda d'urto, il nostro gruppo si trova abbastanza vicino alle transenne - il nostro obiettivo - che verranno raggiunte solo in seguito.
Alle otto e un quarto la E-Street Band fa il suo ingresso trionfale sul palco sulle note di Ennio Morricone, il Boss sale per ultimo accolto da un boato di proporzioni galattiche: il Nostro guarda sorridente lo stadio stipato all'inversosimile (65000 persone secondo le stime ufficiali), sfila l'armonica, "One... two... three... four", ed attacca "The Promise Land". Lo stadio esplode, il pubblico comincia a cantare e saltare, me compreso... Poi attacca la doppietta vincente formata da "The Rising" e "Lonesome Day", dotate di una potenza live spettacolare, che provocano un coinvolgimento generale da parte del pubblico, ormai una cosa sola, una massa enorme di teste e braccia che saltano e urlano a squarciagola le canzoni. E' sempre più il momento di ballare, infatti "My Love Will Not Let You Down" infiamma la platea, platea che accende le pilette gratuite delle Pagine Gialle durante "Darkness On The Edge Of Town" per uno spettacolo davvero suggestivo.
Il Boss saluta il pubblico: "Sono passati tanti anni dall'ultima volta, l'inizio della nostra storia d'amore, spero siano stati anni buoni" ed intona "Empty Sky". Comincia a piovere, il che non crea nessun fastidio, e lui parte con "The River", canzone che nessuno si aspettava: gente che piange, gente che canta, gente che comincia a bagnarsi perchè si è abbattuto il diluvio - molti telefoni cellulari non hanno raggiunto la fine del concerto - e giunge una doppietta che assume un ruolo profetico, "Waitin' On A Sunny Day" e la fogertiana "Who'll Stop The Rain". Poi è il momento di "Worlds Apart", una delle canzoni più belle dell'album "The Rising", dal vivo è spettacolare. "One... two... three... four" ed è "Badlands"... Il pubblico torna a saltare ed urlare, cosi come per "Out In The Street" e "Mary's Place", dove Bruce si diverte a prendere in giro i componenti della band durante la presentazione rituale. Boss che ad un certo punto dice: "Ogni volta che sono in Italia trovo gente pazza... Siete pazzi... sempre ad urlare Bruuuce, Bruuuce". Dopo "Follow That Dream" di Elvis, il Nostro riprende l'armonica e attacca "Thunder Road", una delle mie canzoni preferite di sempre: canto... Anzi, urlo... Salto... Alla fine dell'esecuzione mi viene da piangere. Cosi come per "No Surrender", non la smetto di urlare e non sono il solo: tutto lo stadio è unito nel grido springsteeniano.
Arriva il momento del primo bis, "Bobby Jean" e "Ramrod"... E dopo... "Born To Run": lo stadio si risveglia per l'inno del Boss. La band se ne va, il Boss fa l'inchino e sembra che il concerto sia finito. Ad un certo punto rispunta dal nulla per cantare "My City Of Ruins", poi prende la chitarra per "Lands Of Hope And Dreams" e stupisce tutti continuando con "Dancing In The Dark", dove suona nonostante le scherzose proteste di Little Steven: "Sto invecchiando!!!". Ormai preso dall'atmosfera mitica di un concerto epico, fa gesto alla band di restare, ed attacca quello che nessuno si sarebbe mai aspettato: "Rosalita"... Impallidisco... Urlo dallo stupore e tutto lo stadio ritrova l'energia per saltare ed urlare per l'ultima volta. Il Boss sparisce dal palco. Il concerto è finito dopo solamente 3 ore e 20 minuti di rock'n'roll. La musica? Beh... In un contesto del genere passa in secondo piano, ma è stato un concerto impeccabile, eseguito dalla migliore band del mondo, con un grandissimo repertorio - 150 canzoni di prim'ordine - e cantate da colui che E' il rock'n'roll... 10 e lode... Solo perchè non si può dare di più.
Hamilton Santià
|
 |
|