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CUT
14/12/2003 - Como (Polenta Lake Rock Fest)

I Cut sono una formazione bolognese con un buon numero di album all'attivo, ritornata sulle scene da poco con un disco, "Bare Bones" (edito dalla Gammapop), nato dopo l'abbandono della precedente cantante Elena Skoko, che rappresentava l'immagine ed il volto della band, come dichiarato dal gruppo stesso.

Vengo a conoscenza di questo concerto solo il giorno prima dell'esibizione, segno della poca visibilità che eventi come questo riescono ad ottenere. Il concerto è organizzato all'interno di un tendone, utilizzato durante il periodo natalizio per varie serate di musica più o meno interessanti e posto nelle dirette vicinanze del Tempio Voltiano di Como. Giunto sul luogo, scopro che i Cut saranno preceduti da due gruppi, i Black Candy e i Minnie's: i prime fautori di un rock'n'roll punkeggiante un po' troppo sgangherato, ed i secondi invece rinchiusi in un punk italiano poco interessante. Le due formazioni, comunque, pur essendo a mio parere poco convincenti, sanno divertire e divertirsi. Verso le 11 è l'ora dei Cut: il gruppo si presenta sul palco con due voci, una chitarra, una chitarra/basso e la batteria.

Da subito si intuisce di essere di fronte ad una formazione 'vera', difatti sul palco sanno trascinare il pubblico, anche se esiguo. Il loro rock'n'roll velato di blues e noise si adatta a meraviglia alla dimensione concertistica, diventando ancora più intrigante quando Cristina, nuova vocalist, sale sul palco per cantare alcuni pezzi. Brani dell'ultimo album come "Edison", "On Fire" e "My Baby Just Wants To Be Alive" sono un ottimo esempio di vero r'n'r scarno, ridotto all'osso ma incredibilmente affascinante. Un'ora di live, interrotto dall'arrivo della polizia, in cui i Cut hanno dimostrato di essere una delle migliori live band italiane, motivo per il quale meriterebbero una maggiore visibilità.

Philip Di Salvo

 

 

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