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IRON MAIDEN 27/10/2003 - Assago (FilaForum)
Vi siete persi le due tappe degli Iron Maiden in Italia? Non potevate essere presenti né a Milano né a Firenze? O semplicemente non avete trovato il biglietto in tempo? Niente paura, il vostro Cappe è qui per voi per raccontarvi di come ha vissuto la tappa milanese del "Dance of Death World Tour 2003-2004".
Il tutto inizia con il vostro Cappe in ansiosa attesa del suo fido scudiero, a casa: il giorno prima, mentre ero in tribuna stampa del PalaOregon di Cucciago, durante la partita di basket Oregon Cantù vs Snaidero Udine, ricevo un sms di Stefano "Steve" Facchetti, appunto il mio scudiero. Stefano ha la macchina per arrivare ad Assago senza troppi sbattimenti con mezzi pubblici. Benissimo, perchè io non potevo prenderla, complice il fatto che é lunedì e mia mamma necessita dell'auto per andare a fare la spesa (birra e cioccolato per il sottoscritto? Eh, magari me li comprasse...) e saremmo partiti veramente tardi. Vabbé, Stefano ha la macchina, tutto tranquillo.
Il Facch arriva verso le due e un quarto, due e venti. Subito, mentre salgo sulla autovettura, sento dire "Ho poche sigarette!". Peggio per lui, perchè per tutto il tempo mentre eravamo in fila e anche all'interno (e pure all'uscita) Stefano ha cercato di scroccare sigarette praticamente a tutti i 12000 presenti al FilaForum. A volte gli è andata bene, molte altre no. Ma anche MEGLIO per lui, sarebbe diventato asmatico se avesse fumato tutte le sigarette che voleva, di cui sentiva il desiderio, durante l'attesa. Per quanto mi riguarda, dato che fumo 2/3 sigarette ogni due settimane o anche di più, non ho avuto di questi problemi. Comunque arriviamo ad Assago, senza aver mai sbagliato strada (Complimenti! vi sento già dire...), verso le tre e un quarto. C'è già gente fuori dai cancelli, probabilmente dalla prima mattina.
Non facciamo in tempo a parcheggiare che ci chiedono se vogliamo comprare o vendere i nostri biglietti. Per curiosità avrei voluto sapere a quanto li avrebbero comprati, ma non volevamo perdere tempo. Siamo a buon punto, avanti nella fila, praticamente l'avanguardia. Col passare del tempo, dietro di noi si forma un "biscione" umano di dimensioni apocalittiche. Per fortuna il fido Steve ha con sé la fida Gazzetta dello Sport: lui ha praticamente letto tutte le cronache e tutti i commenti di tutta la serie A e di tutta la B (dovete sapere: è nato a Cantù, ha una madre pugliese, e tifa per la Fiorentina...E voi che pensate che i vostri amici sono un po' strani!). Io ho fatto in tempo a leggere di pallacanestro nostrana e della NBA. Non ho voluto indagare sul baseball, primo perchè la Gazzetta ne mette proprio poco, secondo perchè i New York Yankees avevano appena spezzato il mio cuore perdendo alla sesta partita le World Series contro Florida... Sniff...
I cancelli verranno aperti solo dopo, mooolto dopo le sei e mezza. Per tutto il tempo ci siamo annoiati in fila, ascoltando i discorsi degli altri gruppetti di persone. Eravamo concentrati sulla parlata di alcuni veneti. La nostra posizione privilegiata ci ha permesso di entrare quasi subito (e passiamo i controlli mentre un tizio viene respinto perchè il suo biglietto era falso, probabilmente lo aveva preso dai bagarini), per prendere delle ottime posizioni sul lato destro del palco (e il mio orecchio lo rammenta), sulle gradinate, molto in basso e molto vicino allo stage. Possiamo vedere le rughe sulla fronte degli addetti ai lavori, e poi quelle del gruppo, senza rischiare abrasioni. Lo Stefano ha fame e ha voluto prendersi, nell'ordine: due panini e un gelato, per il quale ha innescato una piccola battaglia con l'omino delegato di andare in giro per il palazzetto a vendere la sua mercanzia, in quanto non guardava mai dalla sua parte e lo Steve faceva di tutto per attirare la sua attenzione. Poi alla fine ha mangiato il suo gelato (squagliato) tutto beato, con la faccia di uno che ha appana vinto una causa in appello. Lo Stefano è un caro amico ma quando gli prendono gli attacchi di fame diventa pressante, sembra non pensare ad altro. Ormai mi ci sono abituato. Ah, poi all'uscita ci siamo divisi un paninazzo con la porchetta prima di tornare a casa.
Alle otto salgono sul palco i Gamma Ray e per quarantacinque minuti scaldano il pubblico con il loro power metal. Un bello show, ma a me personalmente questo tipo di musica dopo un po' comincia ad annoiare, tanto è ripetitiva. Poi alle nove e un quarto arrivano gli Iron Maiden, il FilaForum si è riempito all'inverosimile e esplode di gioia! La scenografia praticamente è disegnata così: le due torri di un castello sul fondo, con due "statue" incappucciate con la falce in mano, raffiguranti la morte. Anche sui lati del palco si vedono disegnate le mura di un castello. Sicuramente teatrale. Da segnalare il "solito" sfondo con i pannelli intercambiabili, che rappresentano le copertine dei singoli presi in considerazione: "The Trooper", "Run To the Hills" tanto per citarne un paio conosciuti.
Durante "Iron Maiden" fa capolino Eddie in versione "triste mietitore", che sale da dietro la batteria per alcuni metri e muove il dito orizzontalmente mentre Bruce Dickinson canta "Iron Maiden gonna get ALL of you!". Bellissimo e ben riuscito. In "The number of the Beast" Eddie diventa un pupazzo ambulante e cammina per tutto il palco, mentre riceve sberle da Janick Gers e Bruce si nasconde sotto il suo mantello all'altezza del sedere... Esilarante! Prima di "Paschendale" (di una bellezza stordente!) come intro ci sono dei rumori di guerra, con tanto di esplosioni in grado di far vibrare la struttura del FilaForum (e NON sto scherzando), poi una poema di cui ammetto l'ignoranza, che non ho riconosciuto. Il tutto per permettere agli adetti di posizionare dei reticolati con fantocci di pezza di soldati appesi al filo spinato, come carne morta, sulla parte superiore del palco: macabro ma vivido effetto di scena. Bruce porta un elmetto ed un lunghissimo pastrano da soldato della prima guerra mondiale, lo sfondo mostra un campo di battaglia fumante, con tanti corpi straziati. Eccezionale scena, con Bruce che crolla su un reticolato come morto durante uno spaccato musicale. L'effetto delle luci è bellissimo.
Unica nota stonata: troppi errori da parte del banco audio. Durante proprio "Paschendale" all'inizio di quasi ogni strofa, soprattutto all'inizio della canzone, non si sentiva la voce perchè non aprivano in tempo il microfono. Per dei superprofessionisti come gli ingegneri del suono dei Maiden è una cosa intollerabile. Noi abbiamo pagato il biglietto per uno show impeccabile! Ad inizio concerto la voce si sente poco, forse perchè Bruce deve scaldarsi, ma più probabilmente perchè il check non era a posto al 100%. Poi, a tratti, il suono sembra un boato (ma qui è anche un problema di acustica). Durante i set più "pacati", il suono invece é una meraviglia. Per quanto riguarda i ragazzi: Gers ha fatto più chilometri su quel palco che una Minardi in un gran premio. E infatti gli altri girano al largo, perchè quel lato della scena é praticamente solo suo. Durante una canzone porge la chitarra ai fans, la fa toccare a quelli della prima fila. A fine spettacolo fa finta di lanciarla tra il pubblico per poi, con un colpo di mano, riprendersela tirando la cinghia. Cattivo Janick, ma se avesse fatto del male a qualcuno si poteva fargli causa, meglio non rischiare!
Bruce si veste con maschera e mantello durante "Dance of Death", strepitosa. Adrian e Dave sono stati professionali come sempre, così come Steve Harris è stato fantastico. Per le canzoni, purtroppo non sono stati presi in considerazione gli album "Poweslave" (neppure "Two minutes to Midnight" hanno fatto) e "Somewhere in Time" (invece nel 1999, durante il tour della reunion, avevano suonato "Wasted Years" ed era stato un tuffo al cuore!). Poi neppure "No prayer for the Dying" e "Virtual XI" sono stati toccati. Peccato non aver potuto riascoltare "The Clansman" ancora una volta. Per il resto tutti gli altri dischi, almeno con una canzone, sono stati rappresentati. Peccato anche per l'assenza di "The Evil that men do".
E qui si conclude la "cronaca", ma il vostro Cappe non può lasciarvi così! Ed ecco infatti la scaletta del concerto del 27 ottobre al FilaForum di Assago:
- Wildest Dreams - Wrathchild - Can I play with Madness (era la mia quarta volta con gli Iron e non l'avevano mai suonata prima: che emozione poterla finalmente sentire dal vivo!) - The Trooper - Dance of Death - Rainmaker (splendida anche questa!) - Brave New World - Paschendale - Lord of the Flies - No more Lies - Hallowed be thy Name - Fear of the Dark - Iron Maiden
Il bis con: - Jouneyman (acustica, grande prova di professionalità dei sei ragazzi) - The Number of the Beast - Run to the Hills Grazie e buoni concerti a tutti!
Davide Cappelletti
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