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MUSE
27/10/2003 - Milano (MazdaPalace)

Come già testimoniato da "Hullaballoo", terza uscita discografica del giovane gruppo inglese, i Muse riescono ad esprimersi al meglio nella dimensione live. Nonostante la giovane età, Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme dimostrano una notevole esperienza concertistica, maturata nel corso dei numerosi concerti tenuti dalla band dal '99, anno di uscita del loro disco di esordio "Showbiz", ad oggi.

Sono da poco passate le 21, i Cave In, decisamente più apprezzabili dal vivo che non su disco, hanno da poco concluso la loro performance convincendo me e il pubblico milanese, grazie anche ad una "Dazed And Confused" suonata con inaspettata intensità, quando i Muse fanno la loro comparsa sul palco. L’inizio del concerto è affidato all’intro di Absolution che porta direttamente ad "Apocalypse Please" affidata al pianoforte 'pesante' di Matthew. E’ "New Born", una delle migliori tracce del controverso "Origin of Symmetry", ad aprire pienamente le danze, scaricando improvvisamente dosi di elettricità ed adrenalina su Milano, sicuramente uno dei momenti migliori dell’intero live. Il concerto si sussegue alternando brani degli ultimi due album in studio della band, tra i quali spiccano "Hysteria", "Citizen Erased" e tracce più tranquille come "Sing For Absolution" o la bellissima "Space Dementia", dove Matthew dimostra le sue indiscusse doti di pianista. Purtroppo si è dimostrata deludente "Blackout", già poco incisiva, perde ancora altro fascino dal vivo, in mancanza dell’ensemble di archi. Il live dei Muse è energico, preciso, distorto, in grado di trascinare totalmente il pubblico accorso numeroso, grande è la capacità coinvolgente della presenza scenica del gruppo, favorita dallo stile agitato con cui Matthew si pone suonando la chitarra, il piano o dalla stessa voce del ventiduenne vocalist inglese, elementi che esplodono del tutto in "Plug In Baby" e "Time Is Running Out", forse i pezzi più conosciuti dei Muse.

La conclusione del concerto è affidata a "Stockholm Sindrome", sicuramente il miglior episodio di "Absolution" e dell’intero concerto, con tanto di esplosione di coriandoli. Un concerto affascinante e bellissimo in grado di eliminare ogni dubbio sulle capacità e sulla sincerità dei Muse, ormai non più legati alla scomoda etichetta di 'nuovi Radiohead'.

Philip Di Salvo

 

 

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