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VERDENA
20/04/2004 - Milano (Rainbow Club)

Colpiscono i Verdena dal vivo. Colpiscono con un live di quasi due ore, tirato, nervoso, distorto, suonato senza un attimo di cedimento dall'inizio alla fine, spaziando tra i brani di tutti e tre gli album realizzati fino ad ora dalla band, soffermandosi maggiormente sull'ultimo lavoro "Il suicidio dei samurai".

Alle 22 e 40, senza l'apertura di nessun gruppo di supporto, i Verdena salgono sul palco, dando inizio al concerto con "Logorrea (Esperti all'opera)"; i watts scaricati dai quattro si fanno sentire da subito: il suono è granitico, compatto, solido, i Verdena vanno immediatamente giù pesanti, piegati sui loro strumenti e avvolti dai giochi di luce. Il set prosegue con "Phantastica", "Mina", allungata da un finale differente rispetto al disco, una "Nova" incredibile e devastante, "Dentro Sharon", tratta dal primo album, "Balanite", "Luna", accolta da un boato e una versione ancora più distorta di "Elefante".

E' interessante notare come le canzoni, pur provenendo da dischi sonicamente abbastanza distanti, dal vivo risultano più omogenee, scongiurando il rischio di creare un divario troppo marcato tra i brani di "Solo un grande sasso" e "Il suicidio dei samurai" rispetto a quelli di "Verdena". Ad esempio, un episodio poco incisivo come "Ultranoia", tratto appunto dal primo album omonimo, acquisisce nella dimensione live maggiore pathos, guadagnando in forza e carattere. Alla fine gli episodi migliori saranno le già citate "Nova" e "Ultranoia", "Starless", inaspettata e durissima, "Spaceman" e la conclusiva "Glamodrama". Un gran bel concerto, quindi, in grado di arrivare dritto allo stomaco, nel quale i Verdena hanno dimostrato di saperci fare alla grande: vederli dal vivo annulla ogni possibile pregiudizio sulla loro concretezza.

Philip Di Salvo

 

 

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