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IRON MAIDEN: Facing The Beast 02/12/2006 - Milano (Datchforum)
La morte, la fine naturale di tutte le cose. Nulla e nessuno puo' sottrarsi ad essa. Ma c'e' ancora qualcuno o qualcosa al mondo di immortale? Pare di si. La data del 2 Dicembre a Milano e' sold out da mesi, praticamente dall'apertura delle prevendite avvenuta il 17 Marzo scorso. Attesa infinita per due ore di musica di una band leggendaria, verosimilmente la migliore live band del pianeta. Lauren Harris, figlia di Steve, bassista e fondatore dei Maiden apre il concerto, ma il suo stile non esalta il pubblico presente, desideroso di sentire la band inglese alle prese con i brani provenienti dall'ultima uscita "A Matter Of Life And Death". A Lauren seguono i Trivium, la scenografia si fa piu' complessa, i giochi di luce piu' fitti e anche il thrash dei Trivium prende vita sul palco del Datchforum. Un sound pero' parecchio impastato e imperfetto mina la performance dell'esecuzione dei Trivium, tecnici quanto basta, ma sfortunati nella resa sonora, che non puo' soddisfare le fini orecchie dell'audience. Dall'ultima nota suonata dei Trivium, inizia un conto alla rovescia carico di tensione e attesa spasmodica per l'arrivo degli Iron e, a intervalli irregolari, si leva il coro "Maiden Maiden!".
Poco dopo le 21 le luci si abbassano, il rosso di alcuni faretti contorna la sagome di alcune macerie sul fondale dello scenario. Inizia l'intro. Quindi un paio di secondi di silenzio, poi l'inizio delle ostilita': l'esecuzione dell'intero "A Matter Of Life And Death" trova il suo incipit in "Different World", opener trascinante del disco e anche della serata. L'affiatamento della band ha raggiunto livelli di affidabilita' tali da consentire al sestetto di riprodurre fedelmente il disco integralmente e senza sbavatura alcuna. Il sound stavolta e' potente e cristallino, ogni strumento si distingue perfettamente ed e' un piacere assistere ad una tale esibizione. C'e' da notare pero', come questo tour sia piu' povero a livello scenografico rispetto a quello di "Dance Of Death": non ci sono travestimenti per Bruce, ne' arazzi per ogni brano a campeggiare alle spalle. Piuttosto, due grossi fari ai lati del palco sono maneggiati con sapienza dallo stesso Dickinson per fare luce sul pubblico e ottenere da esso dei fragorosi boati.
Tutto fila liscio fino alla fine di "The Longest Day", al termine della quale le urla acclamanti del pubblico interrompono il concerto per qualche minuto: Bruce si siede sulle spie e attende che si siano calmate le acque prima di poter riprendere con l'esecuzione di "Out Of The Shadows". Tutto perfetto fino al termine di "The Legacy", brano conclusivo di "A Matter Of Life And Death" (che, in verita', dal vivo 'spacca'). Quindi siamo pronti per ascoltare qualche classico storico: si comincia con l'immancabile "Fear Of The Dark", bella si, ma considerati anche i brani che ad essa seguiranno, forse si tratta del pezzo meno gradito dal sottoscritto. E' quindi la volta di "Iron Maiden", vessillo della band da anni e anni, durante l'esecuzione della quale vediamo sorgere da dietro le pelli del buon Nicko una sagoma inquietante di un carro armato... D'un tratto il suo cannone punta sul pubblico, la botola superiore si apre ed ecco fuoriuscirne Eddie in versione bellica, per un boato assordante del pubblico.
"Iron Maiden" chiude il concerto, ma nessuno si muove dal proprio posto, pronti a vivere ancora nuove emozioni con gli ultimi tre brani proposti nell'encore: si tratta, in ordine di apparizione, di "2 Minutes To Midnight", "The Evil That Men Do" e "Hallowed Be Thy Name", eseguite OVVIAMENTE senza alcuna sbavatura ne' incertezza, ne' da parte della band, ne' per quanto riguarda la resa sonora. Di quest'ultimo terzetto, probabilmente "The Evil That Men Do" e' stata quella piu' trascinante e meglio riuscita, ma anche le altre non sono state da meno. Quindi, dopo i saluti di rito, la band rientra dietro le quinte, le macerie su fondo rosso riappaiono sul palco, le luci si riaccendono e tutti a casa. Ma quanto e' bello avere assistito a un concerto cosi'. Perfetto, per chi conosce la formula dell'immortalita'.
Rosario Amico
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