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ARCADE FIRE
Neon Bible
(Merge)

I canadesi Arcade Fire si sono presi il tempo necessario (tre anni) per dare un seguito a quel "Funeral" che tanto aveva entusiasmato la critica specializzata. In tutta onestà, c'é una bella dose di 'hype' che circola, sin dagli esordi, attorno alle gesta dell'ensemble, ed il rischio di 'bruciarsi' sull'onda del secondo album (come malauguratamente accaduto a numerosi epigoni del calibro di Bloc Party, Strokes, Rapture, Killers e compagnia assortita) era più che incombente. Ed invece i Nostri sono riusciti nell'impresa di migliorarsi: "Neon Bible" é davvero un gran bel disco, fiero e consapevole, laddove il songwriting non ha ceduto un millimetro ai temuti compromessi 'da successo' e che si presenta per tramite di un artwork davvero gradevole.

La produzione suona decisamente più raffinata al confronto col diretto predecessore, ed é un bene, giacché le ambiziose strutture imbastite da Butler e compagni possono alfine concedersi il meritato respiro, specie per quanto attiene i crescendo strumentali ed i (famigerati) 'decolli' orchestrali. Già l'opener "Black Mirror", davvero eccellente, introduce alla perfezione l'universo enfatico ed istrionico degli Arcade, sulla scorta di un groove velvettiano pronto a schiudersi alla tipica, drammatica arringa di un Win Butler in grande spolvero interpretativo. "Keep the Car Running", "Intervention" e "No Cars Go" (ripescata per l'occasione) testimoniano a dovere l'ascendente sonico più dinamico dei Nostri, ma il trittico che fa davvero la differenza é quello rappresentato da "Black Wave/Bad Vibration", "Ocean of Noise" e "My Body Is a Cage": in questi episodi batte il cuore pulsante della band, lanciato oltre l'ostacolo (la musa ispiratrice Talking Heads) al fine di forgiare un approccio personale e francamente vibrante, laddove tutti gli strumenti convivono democraticamente (i virtuosismi fumosi ed inutili non sono di casa tra questi solchi) e rifulgono in un blocco unico, emotivo, visionario ed inscindibile.

Detto del più parco, ma sempre significativo, contributo di Regine Chassagne al canto, non resta che felicitarsi di un tale risultato, della mancanza di 'filler' lungo tutto l'arco del disco e della verve a tutt'oggi intatta degli Arcade Fire. "Neon Bible" é un classico istantaneo.

Michele Dicuonzo

 

 

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