HOME

BLACKFIELD
Blackfield
(Snapper)

Nuovo progetto parallelo per Steven Wilson, insieme all’amico ed artista israeliano Aviv Geffen. L’idea, nata qualche anno fa, trova oggi il suo compimento nel primo albo dei Blackfield, tenue ed oscura creatura, dotata del talento sopraffino (e mai domo) del ‘prezzemolo’ Wilson e dell’altrettanto valido supporto del misconosciuto Aviv Geffen (nessuna parentela con il noto discografico).

L’amicizia dei due promotori risulta il cardine per comprendere al meglio le caratteristiche di un platter di rango, ricco di melodie vincenti (quasi da airplay), ma allo stesso tempo cupo e malinconico. Oscurità derivante anche da un artwork esplicito e disturbante, che si pone come ‘visione’ delle intenzioni sottolineate nei testi, questi mai banali e ricchi di contenuti. Un disco per pensare? Forse, ma anche per scoprire una soavità rispecchiante le grandi distese naturali in contrapposizione alla claustrofobia urbana. Pezzi come come la title track (‘cadeau’ scritto da Wilson: pochi minuti di emozione pura) e la stupenda "Pain" (qui l’autore è Geffen) lo certificano: le due voci si contrappongono in modo straordinario, generando una musicalità intensa e sospesa in un susseguirsi di chiavi di lettura diverse. Poesia e musica si incrociano generando un sostrato musicale semplice ma ‘ricco’ di particolari: come se i Pocupine Tree venissero ‘spogliati’ delle intuizioni prog e ‘vestissero’ un cantautorato di classe, venato da un attitudine (pop)rock.

Dischi come questo dimostrano che bastano poche note per avvincere l’ascoltatore e renderlo schiavo di un ‘sentire’ non ortodosso, rivolto alla più nascosta sensibilità albergante in noi stessi. Puro ed incontaminato.

Andrea Del Prete

 

 

© SENSORIUM.IT - Tutti i diritti riservati      STAFF    CONTATTI    LINKS