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CALLISTO Ormai sembra prassi consolidata che inaspettatamente ci si imbatta in dischi/artisti che sconvolgano la normale idea che si ha di un genere, o meglio, alterino la consapevolezza che sorregge le convizioni che regolano i rapporti tra la nostra percezione ed un genere musicale, qualunque esso sia. Come tutti ben sappiamo il cosiddetto post-core ha rivelato act notevoli in questi anni (Isis, Cult Of Luna e tanti altri), capaci di intraprendere un discorso musicale quanto mai difficile, ma tremendamente appassionante. Non si è ancora spenta l’eco del nuovo capolavoro (niente meno) "Panopticon" degli Isis, che si materializza a noi un tomo d’avanguardia emozionalmente pregno di idee caratteristiche, ma soprattutto dotato di una vitalità intrinseca che va al di la di qualsiasi classificazione. Certamente è di post-core che si parla, ma quello che sorprende del qui presente "True Nature Unfolds" dei Callisto è la capacità dello stesso di 'rompere' qualsiasi barriera musical-strutturale per far nascere un metal a 360°, avente una valenza incredibile se si pensa alle possibili evoluzioni che lo stesso potrà creare negli anni a venire. Un gruppo giovane (l’età media dei componenti si assesta sui 24 anni) ma spaventosamente maturo, capace di mettere 'sul piatto' nove perle musicali, tremendamente complete nelle loro strutture intricate. La catalogazione dei Callisto risulta a dir poco ardua, vista la moltitudine di influenze da cui la band finlandese attinge, ma l’originalità con cui l’act è capace di fondere gothic, doom e psichedelia, ibridate ad un attitudine prettamente neurosiana, risulta unica. Sembra impossibile, ma forse ci troviamo di fronte una ricerca sonora che va oltre quanto fatto da band importanti come i sopra menzionati Cult Of Luna. Le emozioni/sensazioni che scaturiscono dall’ascolto sono qualcosa di unico: si prenda ad esempio l’attitudine nel miscelare delicatezza ad una feralità imminente ed inquietante ("Storm"). Ed è appunto la 'presenza' la chiave di volta del platter: un soprannaturale che incombe e ci irretisce, portandoci verso un mondo sconosciuto e per questo tremendamente angosciante. La forza di "True Nature Unfolds" è appunto la capacità di farci scorgere quel mondo obliquamente, mai direttamente. Letteralmente, uno sguardo nella profondità dell’ignoto. Ed il confine è di nuovo oltre. Da notare la presenza dietro il mixer di Mieszko dei Nasum, capace di 'catturare' nel modo migliore le visioni di questi quattro incredibili ragazzi. Andrea Del Prete
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