|
CULT OF LUNA The Beyond (Earache)
Recensendo l'ultimo Isis scrissi: 'Un flusso di emozioni..', frase che potrebbe tranquillamente riguardare "The Beyond". Con la sola sostituzione di un vocabolo: da 'flusso' a 'magma'. Cult of Luna pongono fine al discorso intrapreso dai Neurosis una decina di anni fa, regalandoci (forse) l'atto definitivo del post core, così come inteso dalla grande band di Oakland. Suoni grevi che si muovono con la lentezza di un pachiderma, aperti solo a pochi sprazzi di luce soffusa, voce catacombale che grida al mondo il proprio dolore. Nero, umanità, solitudine, tre parole per definire le visioni in musica dei sei ragazzi di Umea (Svezia, città natia anche dei Meshuggah). Pensate alla 'freddezza nordica' dei Breach, slabbratela all'infinito, fondetela ad una psichedelia che scuote l'animo a tal punto da rendersi conto che il vero terrore non proviene dal mondo che ci circonda, ma solo da noi stessi.
L'essenza umana dilaniata nei suoni ("Genesis"), la via d'uscita dal dolore che sfocia in una tensione insostenibile ("Circle"), la fine che (forse) non coincide con la morte ("Further"). Disco difficile, nei suoni, nelle tematiche, nella durata (oltre settanta minuti), ma tremendamente affascinante. Avvicinatevi al luogo limite ("The Beyond"), introducetevi e forse non sarete più gli stessi.
Andrea Del Prete
|
 |
|