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ISIS
Oceanic
(Ipecac)

Un flusso di emozioni... Un andirivieni di stati d'animo, pervade il nuovo parto di Aaron Turner e dei suoi Isis. L'intero album, 'scorre', pervade l'anima dell'ascoltatore proiettandolo in un mondo parallelo, in cui l'acqua č il fluido dominante.

Post-core? Forse... Ma non solo... Qui siamo di fronte ad un disco unico nel suo genere, dove addirittura i padri spirituali dei nostri, ossia Neurosis, sembrano allontanarsi, lasciando solo qualche eco qua e lā nel platter. La dimensione, i luoghi sembrano sfocare, come quando si vede la propria immagine attraverso un bicchiere d'acqua. Il tutto con una musica, non artefatta, ma tanto vera quanto i sentimenti che suscita. "Weight", settima traccia strumentale dell'album, rappresenta l'apoteosi delle visioni dei nostri: la delicatezza dei suoni, oserei dire post-rock, che incontrano nel finale echi di voce femminile (Ayl Noar), disegnando un quadro tanto sfuggente quanto definito.

Aaron Turner, patron dell'etichetta Hydra Head (famosa per aver dato un'opportunitā a gruppi del sottobosco americano come Cave In e Cable, per citarne alcuni), si dimostra ormai padrone assoluto di certe sonoritā sfuggenti, ma al contempo forti, reali, crude come il mondo in cui viviamo. "Oceanic", l'ultima evoluzione musicale dell'anima (ho ancora i brividi ascoltando per l'ennesima volta le grida disperate di "From sinking"...).

Andrea Del Prete

 

 

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