![]() |
||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||
|
KATATONIA Se il precedente "Viva Emptiness" aveva lanciato un monito per tramite della sua veemenza espressiva, il nuovo opus degli svedesi rincara la dose in merito, certificando il conclamato ritorno alla virilitą metallica. L'opener "Leaders" non figura in testa per caso: bordate chitarristiche virulente ed ultracompresse (che citano il riff della tooliana "The Grudge") ad annichilire l'attonito fruitore, che comincia a chiedersi se ha messo sul piatto il disco sbagliato. Merito soprattutto della produzione, vivida e calda, con la sezione ritmica e le chitarre sparate in primo piano, mentre la narrazione sempre eccelsa di Jonas Renkse appare appena dissimulata. Cambio di scenario nella seguente, strepitosa "Deliberation", dal riff propulsivo di pronghiana memoria coadiuvato da uno squisito refrain melodico. "Soil's Song" é un mid-tempo ossessivo tipicamente 'katatonico', forte di un prezioso interludio atmosferico (espediente caratteristico nell'economia del platter tutto). Doppiato lo splendido singolo "My Twin", é la volta dell'ebbrezza paranoica di "Consternation", altra dose di nitroglicerina per i timpani, graziati dalla puntuale alternanza di pieni e vuoti sonici che apparirą al termine come uno dei connotati distintivi dell'opera (si esiti sulla tenebrosa "Follower", in alternativa alla tesa e splendida "July"). Detto della perizia emotiva sfoderata in "Rusted", delle atmosfere wagneriane di "Increase" e del mistero orientaleggiante celato in "The Itch" (dove si impalmano clamorosamente gli Interpol di "NARC" col riffing dei Meshuggah), non resta che il crescendo irreale, sospeso e quasi fiabesco di "In The White", con Renkse finalmente sugli scudi. Cinico, disincantato, gelido, misantropico: é l'universo dei Katatonia, e l'ambientazione non é mutata neppure stavolta. Cio' che é cambiato, é l'approccio: trattasi del lavoro pił consapevole dei nostri, oramai definitivamente consci della propria forza. Anders Nyström e compagni hanno scelto la via della coerenza: niente sconti, ecco pronta per voi una palata di lava incandescente in pieno volto. Un disco denso, roccioso, ma al contempo ricco di preziosi dettagli tutti da scoprire: lo ascolterete a lungo nel tempo col solito, insano diletto. Per il prossimo le carte in tavola si annunciano radicalmente differenti, e visto l'innato spessore degli artisti in questione non mi dispiacerebbe affatto, ma per il momento godiamoci l'ennesimo disco riuscito di un ensemble incapace di deludere i propri fan. Michele Dicuonzo
|
![]() |
|||||||||||||
|
|
||||||||||||||
|
© SENSORIUM.IT - Tutti i diritti riservati | ||||||||||||||