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KLIMT 1918
Dopoguerra
(Prophecy)

A due anni di distanza dall'eccellente "Undressed Momento", ritornano i romani Klimt 1918, uno degli ensemble più promettenti dell'intera penisola: "Dopoguerra" risulta seguito ideale del pregiato tomo d'esordio, caratterizzato com'é da una sequenza di brani ineccepibili per afflato emotivo ed ispirazione. Alla prova dell'ascolto, ll tasso 'metallico' in seno al gruppo appare in lieve decremento, a tutto vantaggio di un approccio compositivo ancora più sofisticato e mutevole rispetto al passato: i Klimt  odierni prediligono tessiture chitarristiche prossime a quelle degli irlandesi U2 (cfr. "They Were Wed By The Sea", la stessa title-track), ma anche affreschi emozionali contigui agli Interpol di "Turn On The Bright Lights" (si ascoltino le fasi introduttive delle splendide "Rachel" e "Because Of You, Tonight"). Altrove, l'influsso sonico dei grandi Katatonia, una delle influenze primarie dei nostri, si rende palpabile nei sostrati ritmici di "Lomo" e "Nightdriver", eppure, a prescindere dai riferimenti citati, la brillantezza globale dell'album si esalta nell'inconfutabile personalità di questi ragazzi.

I Klimt 1918 sono oramai in possesso di un 'mood' proprio, identificativo, tale da rendere la loro proposta superiore al cospetto del cumulo massificante. Sarà per la narrazione intensa di Marco Soellner, per i ricercati fraseggi strumentali che impreziosiscono ogni episodio del disco, per il dosato equilibrio tra malinconia e dolcezza che vige in seno alla loro scrittura: tutti elementi che contribuiscono a plasmare il fascino magnetico e sognante che emana dalle loro canzoni. "Dopoguerra" prende le forme di un blocco unico che incorpora innumerevoli, lussureggianti dettagli, tali da apprezzarsi appieno soprattutto in seguito a ripetuti ascolti. Merita in ogni caso una citazione speciale la mirabile "Snow Of '85", una traccia incredibilmente evocativa. Significativa conferma, pertanto, da parte dei capitolini: il consiglio é quello di procurarsi la versione in doppio CD dell'opera, che include tracce inedite, remix ed una ricchissima sezione multimediale. Vi assicuro che ne vale davvero la pena.

Michele Dicuonzo

Post-modern music. Non l'ennesimo tentativo di etichettare un genere, ma la sintesi descrittiva della proposta musicale utilizzata dalla band in questione per presentare agli ascoltatori il loro acclamatissimo esordio sulla lunga distanza: l'indimenticabile "Undressed Momento". Oggi si riaffacciano sulle scene con il loro secondo album "Dopoguerra": al primo ascolto si rimane quantomeno spiazzati (cosa estremamente positiva, in quanto è risaputo che gli album che non si abbandonano dopo un breve periodo sono quelli che si lasciano gradire nel tempo), poi, ripetuti passaggi permettono di apprezzarne le innumerevoli qualità. Ogni brano suona  piuttosto semplice, ma occorre non farsi ingannare, in quanto nasconde in ogni singolo passaggio sfumature strumentistiche figlie di una cura quasi maniacale. Linee melodiche tessute da chitarre straordinarie, irresistibile carica della sezione ritmica, con nota di merito per il lavoro alla batteria di Paolo Soelner, voce semplicemente da sogno. Ed è proprio quest'ultima a far decollare la proposta dei quattro: espressiva, sincera ed emozionante come poche altre, in grado in alcuni passaggi di imporsi nello stuzzicarci e lacerarci l'anima, dove gli strumenti non possono arrivare.

Gli Outer Sound Studio di Giuseppe Orlando hanno dato forma a questo capolavoro, il master presso i nordici Finnvox Studio lo ha esaltato, il nuovo deal con l'etichetta tedesca Prophecy Productions ha dato al gruppo possibilità che la già ottima label nostrana My Kingdom Music mai avrebbe potuto offrire loro. Grande pregio il dono della sintesi: nella maggior parte delle canzoni, in meno di cinque minuti, da crescendo leggeri si arriva a sezioni centrali straordinariamente intense, che vorresti non finissero mai, per terminare in finali da brivido, e  poi ricominciare il giro con la traccia successiva. Brani che non finissero mai, appunto: se proprio si volesse trovare un difetto in questo album, esso consta nella scarsa durata; per i molti che non dovessero accontentarsi, esiste una versione con un CD bonus, contenente 2 tracce inedite e riedizioni di brani dell'album, non il solito riempitivo (live tracks?), quindi.

Ragazzi, mano al portafogli, se ancora avete dubbi scioglieteli con l'acquisto di questo album, un'occasione perfetta per supportare una giovane band italiana dall'indiscusso valore. E non ci resta che aspettare di poterli vedere in sede live...

Stefano Serati

 

 

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