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LAYMAR In Strange Lines and Distance (TV Records)
La Tenor Vossa Record (label degli indimenticati Breathless) sonda sin dagli esordi e con testarda costanza i sotterranei musicali albionici, al fine di scovare i talenti nascosti negli anfratti più remoti del rock indipendente. Anche in questa occasione, la ricerca si é rivelata oltremodo fruttuosa: da Manchester esordisce difatti il dotato trio dei Laymar per tramite di questo "In Strange Lines and Distance" francamente sorprendente.
In bilico tra psichedelia e post-rock, il combo affresca in partiture al contempo cosmiche e tenebrose un'odissea strumentale prossima alle sperimentazioni britanniche dei primi anni novanta: vengono alla memoria numi tutelari del calibro di Bark Psychosis e Mogwai, per via dei trascendenti ed ossessivi richiami chitarristici e della struttura 'aperta' (dub, industrial, prog) delle loro composizioni, ma anche le stratificazioni misteriose dei primi Labradford, come ben testimoniano talune tracce dal retrogusto francamente surreale ("Rec #4", "2 Circles and Squares", "Juvenile Whole Life").
Davvero notevoli gli oltre venti primi della conclusiva "Swords", autentica suite lisergica, estatica e totalmente sconvolta, in cui i nostri fanno sfoggio di una creatività e di un piglio non comuni. A prescindere dalla produzione non adamantina, siamo al cospetto di un disco oltremodo interessante: un'opera prima vibrante, realizzata da un'audace mutazione sonica, una sorta di Sigur Ros indus-gothic, che merita senza dubbio tutta la votra attenzione.
Michele Dicuonzo
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