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LIFEND
Innerscars
(Cruz Del Sur)

Su Sensorium.it abbiamo già discusso delle precedenti autoproduzioni dei Lifend, un gruppo veramente molto interessante. Con i dischi "Entwined Emotions" e "Shattering: Reality" avevano dato prova di una grande capacità di tessere emozioni sonore di un livello qualitativo altissimo, attraverso una perizia musicale e strumentale degna di un qualsiasi 'grande nome', grazie anche alle trame soniche dense di sentimenti in bilico tra aperture più progressive e sfuriate in stile 'death metal'. L'unica pecca di quei precedenti lavori, lo avevamo detto e notato, era una produzione non ancora all'altezza di una pretesa importante, così che i platter certificavano lo sforzo di proporsi alla grande nel mondo musicale estremo italiano, ma i risultati non rendevano del tutto giustizia al combo.

Ebbene, preparate le orecchie: i Lifend escono (finalmente, è il caso di dirlo) con un nuovo album, questo eccelso "Innerscars", e con un contratto con la Cruz Del Sur che li ripaga di tanti anni passati alla ricerca di una casa discografica che avesse voglia di investire su di loro. "Innescars" non è, semplicemente, il riassunto di quanto fatto fino ad ora (nell'underground) dal gruppo, bensì la riproposizione in chiave più matura e con una produzione qualitativamente strepitosa del discorso intrapreso anni fa e portato avanti con passione ed intelligenza dai membri dei Lifend. Quello che voglio dire è: i brani riproposti in "Innerscars" non sono semplicemente gli stessi di "Entwined Emotions" e "Shattering: Reality" con una resa sonora migliore, ma i brani stessi sono 'migliorati', anche strumentalmente, producendo un debutto che definire 'emozionante' è troppo poco. Infatti qui tutta l'arte dei Lifend trasuda da ciascun secondo del disco, da ogni passaggio strumentale, ogni qualvolta la cantante femminile Sara prende in mano il microfono. Mi è piaciuta soprattutto la sezione ritmica, possente, precisa eppure 'delicata' per tutto l'album.

"Innerscars" rende finalmente giustizia ad un gruppo che meritava la giusta considerazione e che ha trovato in questo disco la dimensione corretta. Grandi gli spaccati strumentali, magari impreziositi da aperture progressive ariose, così come grandi risultano le prove vocali. La title track, "Absence", le conosciute "Open Wound" e "Spiral Dance", insieme a "Shattering: Assurance" sono gemme tutte da godere nel proprio stereo. E permettetemi di dire che sono soddisfatto per i Lifend, che seguo personalmente  da anni, sin da "Entwined Emotions", e che ho visto crescere passo dopo passo. Sono stato contento quando hanno firmato per la Cruz del Sur, sono rimasto felice quando ho potuto ascoltare "Innerscars": per me è una soddisfazione doppia poter sentire finalmente questo disco.

Davide Cappelletti

 

 

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