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MARSHALL Garden Of Atlantis (Frontiers)
E’ l’amore per il metal e la musica in generale il filo conduttore di questo primo full lenght dei Marshall. Accattivante sin dall’artwork e dai temi trattati (si va alla riscoperta della città sommersa di Atlantide), "Garden Of Atlantis" dimostra di poter essere interessante sin dalle prime battute: dall’intro "Prodromos", breve quanto basta per far salire la tensione al punto giusto, per poi passare alla prima vera opener “Conformity”, orecchiabile ma allo stesso tempo potente come un brano d’apertura dovrebbe essere. Il lavoro prosegue con altri brani di pregevole fattura tra cui mi preme sottolineare l’ottimo pezzo strumentale “Hammerhead”, in cui il gruppo mette in mostra le notevoli doti tecniche dei suoi membri e la suite conclusiva “Ominous Silence” di ben tredici minuti.
La voce aggressiva di Masulli, gli intrecci di tastiera di Signore che ben supportano le ritmiche e i soli di un Dardano in splendida forma, la puntualita’ nelle linee di basso di un ispirato Holestone, il tutto sostenuto da uno straordinario Mazzola dietro le pelli, fanno di questo disco un’opera che si ascolta e si riascolta volentieri. Peccato per la produzione un po’ balbettante e per una troppo breve durata, difetti che comunque non pregiudicano la bontà di un lavoro ricco di idee e nel complesso godibile. Un album che risultera’ appetibile sia per i neofiti del genere che per chi fa di questa musica una ragione di vita.
Rosario Amico
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