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PENDRAGON Believe (Inside Out/Audioglobe)
Dopo quattro anni di silenzio (cfr. il precedente "Not Of This World") ritornano gli storici progster albionici Pendragon, sulle scene da oltre vent'anni (il mitizzato long playing d'esordio "The Jewel" vide la luce nel lontano 1985!) ma fautori di una proposta musicale sempre all'altezza nel tempo. "Believe" é una sortita ponderata minuziosamente che, pur non stravolgendo le direttive classiche del quartetto, risulta comunque evolutiva ed intrigante. Al pari di celebrati colleghi del calibro di Marillion, Pallas e IQ, Nick Barrett e compagni hanno programmaticamente privilegiato lo spessore emotivo delle melodie rispetto ai tecnicismi d'uopo, e tale strategia della 'semplicità' si é rivelata senza dubbio vincente col trascorrere degli anni e l'avvicendarsi dei dischi.
Cio' non toglie che qualcosa sia cambiato in seno all'alchimia del gruppo: il contributo del tastierista Clive Nolan si evince più discreto, mentre le sezioni chitarristiche (sia elettriche che acustiche, francamente eccelse) del leader Barrett godono di maggiore risalto. La title-track suona immediatamente spiazzante con la sua atmosfere celtica assecondata dalle evoluzioni del vocoder, mentre il rock vagamente mainstream di "No Place For The Innocent" sorprende soprattutto per la teatralità del cantato. I tasselli si ricompogono nella successiva "The Wisdom Of Solomon", forte di atmosfere orientaleggianti, nonché caratterizzata da gustosi fraseggi chitarristici flamencati. La lunga suite "The Wishing Well" (oltre venti primi) é con tutta probabilità il 'pezzo da novanta' del platter: partenza soffice ed onirica, ambientazioni di scuola Genesis/Marillion, splendidi solo gilmouriani e finale arioso à la Camel. "Learning Curve" mischia le carte in tavola col suo arrangiamento sinuoso e funk, mentre la conclusiva "The Edge Of The World" suona classica sin dal primo ascolto, grazie alla toccante perfomance di Barrett.
"Believe" é un disco per certi versi sorprendente, ricco di soluzioni stilistiche inedite per i Pendragon, ma assemblato con gran classe e prodotto in guisa impeccabile. Non si tratta probabilmente del miglior lavoro del combo di Norfolk, ma non si puo' negare che la fruizione di queste nuove canzoni risulti decisamente godibile, lasciando un'impressione globale davvero positiva. Per essere dei 'dinosauri', ostentano una forma invidiabile. Album consigliato.
Michele Dicuonzo
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