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SYD MATTERS Ghost Days (Because)
Parigini al loro terzo full-lenght in cinque anni, Syd Matters non sono usi negare le loro principali influenze musicali: Radiohead, in primis, ma anche Nick Drake e Robert Wyatt. Chi scrive aggiungerebbe al lotto gli ottimi Midlake, senza dubbio uno dei riferimenti sonici marcanti all'ascolto di questo "Ghost Days". Come si puo' presagire, siamo al cospetto di un lavoro in bilico tra rock raffinato e folk onirico, pregno di una dosata malinconia, nostalgico e delicato, perfetto per una fruizione rilassata.
Il songwriting di Jonathan Morali cattura rapidamente l'attenzione dell'audience per tramite di composizioni emotive ed avvolgenti: l'opener "Everything Else" suona come introduzione perfetta all'universo di "Ghost Days", doppiata con successo dalla leggiadra "I Was Asleep", forte di una preziosa melodia di pianoforte, dall'ottima "Ill Jackson" e dall'altrettanto brillante title-track. La successione degli episodi si evince esemplare fino alla settima traccia, "Cloudflakes", per poi incupire ulteriormente il tono generale dell'opera, che apre a sortite pił sperimentali e dissonanti ("Louise", "Big Moon") prima di chiudere con l'analogo, trasognato e stravolto stupore che aveva introdotto l'incipit del disco.
Arrangiato ed interpretato sapientemente, l'album svela tutto il suo fascino in seguito a ripetuti, pazienti ascolti: una volta entrato in circolo, finisce per stamparsi in guisa indelebile nel quotidiano comune. Trattasi dei classici sintomi di qualitą e spessore creativo che certificano l'innegabile valore di queste tredici canzoni.
Michele Dicuonzo
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