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THE EVPATORIA REPORT
Golevka
(Shayo Music)

Premesso che i lavori qui recensiti spaziano attraverso i più svariati generi, senza tralasciare alcuna forma musicale, né prediligere nomi affermati rispetto a misconosciute entità, ecco, ennesimo frutto della nostra costante ricerca, un esordio che, attraverso i 68 minuti delle sue 6 composizioni, potrebbe, con smisurata facilità, spazzare via gran parte dei lavori (e sono parecchi...) usciti sul globo in ambito post-rock strumentale. Dopo la piacevole scoperta degli elvetici ticinesi Kovlo, qui recensiti con l'autoprodotto "A New Position For A Second Degree Burnt", ci spostiamo leggermente più a nord-ovest, sempre in Svizzera, ora nei dintorni di Losanna, in un cantone di lingua francese, alla scoperta dei The Evpatoria Report e del loro "Golevka".

All'interno di un packaging cartonato curatissimo, con artwork ad opera di Fabian Sbarro, troviamo della musica che prende per mano e accompagna per un viaggio siderale dal quale non si vorrebbe mai tornare. Quante volte si è sognato di librarsi liberi nell'universo, tra gli astri, nel più profondo silenzio cosmico? Ecco la colonna sonora ideale. E già il titolo, "Golevka", rende l'idea: si tratta infatti del nome dell'asteroide scoperto nel 1991 da Eleanor F. Helin. La peculiarità di questo album è la costante armonia nelle composizioni: esse, come d'abitudine su questi lidi, partono in sordina, crescono lentamente sino all'esplosione strumentale, per poi chiudersi in sordina, lentamente.

E qui si mostra uno dei tratti caratteristici della band: a differenza dei Godspeed You! Black Emperor, citati nella biografia tra le principali fonti d'ispirazione, i The Evpatoria Report mantengono ben evidente la linea melodica per tutta la durata del brano, che sia tracciata da una chitarra, dalle tastiere, da una base elettronica o da un violino. Episodi che hanno il pregio di distinguersi all'interno di un gruppo di tracce di livello uniformemente elevato sono l'iniziale "Prognoz", dotata di un incredibile crescendo melodico culminante in una stupenda esplosione di potenza, la successiva "Taijin Kyofusho", con il suo inizio di chitarra intrecciata a stralci di comunicazioni di astronauti statunitensi ed il suo sviluppo cosmico, la conclusiva "Dipole Experiment", sulla quale la collaborazione con un'orchestra ed una corale hanno prodotto un brano da brivido.

Tutto richiama lo spazio, dall'album allo stesso nome della band (Evpatoria è il nome della località ucraina attraverso il quale osservatorio astronomico fu scoperto l'asteroide 6489 Golevka), per finire agli stessi titoli delle tracce, per i quali riferimenti rimandiamo alla sorpresa della singola scoperta personale. Per i molti che non possono viaggiare fisicamente nello spazio cosmico, ma che hanno comunque la fortuna di poterlo fare con la mente, è d'obbligo una visita al sito www.the-evpatoria-report.net e, dopo aver scaricato quanto disponibile in formato mp3, l'acquisto di "Golevka" sarà solo una formalità conclusiva.

Stefano Serati

 

 

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