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UFOMAMMUT Alla fine dello scorso millennio ci stupirono con l'esordio "Godlike Snake", poi, il silenzio. I dubbi assalirono chi ascoltò quel lavoro: che fosse il parto di qualche mente aliena? L'anno passato nuovo transito dal pianeta Terra, con l'uscita del second full lenght, "Snailking", caposaldo del genere psychedelic-acid-doom (!). Pochi giorni fa ho scoperto, vedendoli in concerto in quel del Bloom di Mezzago (vedi live report), che sono umani, umani nel vero senso della parola; dotati, ad ogni modo, di una visione e sensibilità artistica fuori dal comune. Ora, mi trovo tra le mani "Lucifer Songs", EP, uscito con DVD bonus contenente videoclip e una sezione soundscapes, ovvero l'intero album tradotto in visuals, lavoro nel quale emerge, ancor più che nei precedenti, l'elettronica vintage, e un peculiare gusto per alcuni aspetti della drone music. Sotto l'egida insegna della continuità artistica, rimangono le sferzanti cavalcate spaziali. Il muro sonoro, grazie alla presenza di una sola chitarra, e quindi relegante il basso (che suono!) alla costruzione dell'intelaiatura strutturale delle songs, risulta il medesimo: granitico e potente nelle sezioni richiedenti tale necessità. Solo nelle sezioni che lo richiedono, appunto. L'eclettismo della band permette di passare con disinvoltura dall'ambient a riffs monolitici, lasciando l'ascoltatore esterefatto e sotto una sorta di effetto ipnotico. La fruizione migliore si ottiene ascoltando il lavoro nella sua interezza. Un sound spaziale ed allo stesso tempo oscuro, un primo EP intitolato "Satan", l'attuale "Lucifer Songs" con la presenza in chiusura di vinile della title-track, traccia cupa ed ipnotica realizzata nella quasi interezza in drone music: serve altro per un breve ma profondamente intenso abbandono della quotidianità? Have a nice trip. Stefano Serati
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